Sicurezza
La solidarietà aiutò a superare quella tragedia
L’ex commerciante Niccolaioni: un disastro ma la gente di Pontedera seppe reagire
PONTEDERA. L’acqua alta, il fango appiccicoso, il silenzio irreale. E la distruzione. Quel 4 novembre del 1966 fu simile per tutti a Pontedera e nelle zone inondate dai fiumi in piena. Un giorno impossibile da dimenticare e che è stato raccontato a chi non c’era o era troppo piccolo per avere scene nitide. Come per Andrea Niccolaioni, ex commerciante di primo piano della città della Vespa, che ricorda la vicenda di suo padre Remo, rimasto fuori casa per tre giorni perché sorpreso dall’alluvione dopo essere stato in Comune per rifornire gli operatori di stivali di gomma e altre attrezzature per far fronte all’emergenza. «Senza contare i danni al negozio di famiglia», aggiunge Niccolaioni.
In quel periodo i Niccolaioni erano proprietari della Casa della gomma, un negozio in via della Misericordia non lontano da quello storico di articoli sportivi, chiuso pochi anni fa. In vendita c’erano casalinghi, materassi e giocattoli. Giochi in latta e metallo, tipici del tempo. Semplici, visti a cinquant’anni di distanza, ma anche affascinanti e soprattutto luccicanti e splendenti per i bambini dell’epoca. «Tutto perduto - replica Andrea Niccolaioni - perché l’acqua entrò nel negozio e lasciò la più completa desolazione».
Ma la conta venne fatta dopo. Prima c’era da mettersi in salvo e da tornare a casa. «Che al mio babbo non riuscì - dice ancora l’ex commerciante - Fu costretto a rimanere fuori di casa per tre giorni».
Quando la situazione sembrava volgere al peggio, molti commercianti di Pontedera misero a disposizione delle squadre di soccorso quello che potevano. E Remo Niccolaioni consegnò stivali di gomma in Comune. «Venne sorpreso dall’ondata di piena che invase la città - dice ancora il figlio Andrea - Non sapendo dove andare si rifugiò in casa di amici nelle vicinanze. E lì rimase per tre giorni. Ma erano altri tempi in una situazione assolutamente eccezionale che, per fortuna, finora non si è più ripetuta. Forse oggi quella solidarietà e l’aiuto reciproco che seppero darsi le persone non sarebbe possibile».
Meglio non verificare, anche se in effetti c’è verità in questa tesi. Nei giorni dell’alluvione molti commercianti sostennero le famiglie più in difficoltà e misero a disposizione dell’amministrazione comunale quello che potevano per riuscire a superare le enormi difficoltà create dalla fuoriuscita dell’Era. Un evento che lasciò la città in condizioni disastrate, molti simili alle conseguenze della guerra. Ma il senso di solidarietà e di appartenenza a un luogo come Pontedera riuscirono a far fronte a un disastro inatteso e devastante perle ripercussioni che ebbe sui beni materiali e sul morale delle persone.
La ricorrenza del 4 novembre 1966 a cinquant’anni da quel tragico evento, che anche nelle prossime settimane sarà ricordato, tocca da vicino anche i commercianti storici, quelli ormai in via d’estinzione. Ma che seppero dare una mano per far ripartire la città.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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