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Geotermia in Valdera I sindaci dicono no

Geotermia in Valdera I sindaci dicono no

Quattro Comuni preoccupati per due permessi di ricerca

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TERRICCIOLA. «Ci hanno bypassati senza darci nessuna spiegazione, presentando i permessi direttamente in Regione come se non esistessimo. E questo c’insospettisce parecchio».

Maria Antonietta Fais, sindaca di Terricciola, è molto preoccupata per la questione della ricerca geotermica in Alta Valdera dove tra il suo Comune e quelli di Chianni, Casciana Terme Lari e Capannoli potrebbero arrivare le trivelle che tanto fanno discutere in Valdicecina.

O almeno, questo è il timore diffuso tra i sindaci della zona. «Anche perché nella richiesta di contributo tecnico che ci è arrivata - riprende Fais - non ci sono elementi per approfondire quello che, eventualmente, sorgerà nei nostri territori. E questo è un aspetto grave della vicenda, perché non ci permette di capire».

Una situazione che crea preoccupazione e scetticismo verso due progetti di ricerca geotermica contro i quali si cominciano a intravedere le barricate delle amministrazioni comunali interessate dalle 15 stazioni esplorative, situate lungo il canale Cascina.

«In questo momento stiamo consultando esperti del settore per comprendere meglio la portata o gli sviluppi di quello che ci presentano come un’attività non impattante per il nostro territorio - riprende Fais - Ma alla Regione voglio chiedere se l’eventuale via libera alla Valutazione d’impatto ambientale, di cui si discuterà a Firenze da dicembre, prevede che i nostri Comuni continuino a essere ignorati. Se così fosse, credo che la situazione sia davvero pericolosa».

Potenziale no di Terricciola, quindi, e parere negativo da parte di Casciana Terme Lari col sindaco Mirko Terreni che ha già scritto agli uffici dell’assessorato regionale all’ambiente.

«Il nostro timore è che interferisca con la falda termale - dice Terreni - Per questo non vogliamo far parte di questa sperimentazione. Stiamo comunque approfondendo la questione con geologi per capire la portata che avrebbero eventuali attività geotermiche in un territorio che ha la vocazione all’accoglienza turistica e alla salvaguardia ambientale».

Gli avvisi d'istanza di permesso presentati alla Regione dalla società Cogeme che ha sede a Rovato, in Lombardia, di proprietà di 70 Comuni, si chiamano “Soiana” e “La Fornace”. Dopo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana, c’è tempo fino al 25 novembre per presentare osservazioni.

Le associazioni ambientali sono già sul piede di guerra e i Comuni sono perplessi. Capannoli ha chiesto alla Regione di essere inserito nell’istruttoria per la valutazione d’impatto ambientale, «per capire di più di una vicenda che al momento ci dice poco o niente delle intenzioni», spiega la sindaca Arianna Cecchini. Chianni presenterà le proprie considerazioni con un po’ di preoccupazione.

«Il nostro territorio, come quello degli altri Comuni interessati - dice il sindaco Giacomo Tarrini - è incentrato su attività di ricezione turistica e intente salvaguardare il proprio ambiente. In questo momento stiamo studiando le poche carte a nostra disposizione, ma è difficile dire cosa succederà. Di sicuro non vorremmo sottovalutare la situazione per poi ritrovarci con attività industriali a cui non poter impedire l’insediamento».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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