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Trenta teste d’argilla lungo il cammino dal municipio alla rocca

Trenta teste d’argilla lungo il cammino dal municipio alla rocca

VICOPISANO. Un artista geniale, estroso ed eccentrico che viene da Paluds de Noves, un piccolo e grazioso villaggio della Provenza vicino a St. Remy (non molto distante da Avignone), ma che ha anche...

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VICOPISANO. Un artista geniale, estroso ed eccentrico che viene da Paluds de Noves, un piccolo e grazioso villaggio della Provenza vicino a St. Remy (non molto distante da Avignone), ma che ha anche un po’ d’Italia nel cuore, visto che il nonno era livornese.

Michel Pozzetto, con sua moglie Agnès («La sua segretaria», come ha avuto modo di affermare più volte), è stato ricevuto dal sindaco di Vicopisano, Juri Taglioli, e dal suo vice, Matteo Ferrucci. L’artista francese ha infatti portato trenta teste d’argilla che sono state posizionate proprio da Michel nei portatorce disseminati lungo il cammino che dal municipio conduce fino alla Rocca di Vicopisano.

Si tratta di piccoli volti che, inseriti in questo contesto, sembrano osservare le persone e i turisti che visiteranno il borgo vicarese e di raggiungere attraverso la strada principale Palazzo Pretorio. Un’idea che è nata durante un precedente soggiorno di Michel in Italia. L’artista francese è rimasto affascinato da Vicopisano e, osservando i portatorce, ha subito pensato di creare qualcosa per dare una vita a questi oggetti inanimati.

In effetti, è questa la filosofia che sta alla base di tutte le “creature artistiche” di Michel Pozzetto che umanizza, nel vero senso della parola, strumenti che non vengono più utilizzati e, più in generale, oggetti che sono gettati via dai loro proprietari. Un lavoro certosino, quindi, che cerca di recuperare la funzionalità degli scarti, rendendoli gli assoluti protagonisti dell’opera d’arte.

In questo, una parte di fondamentale importanza è recitata dalla genialità di Michel il quale ha dichiarato che «la funzione dell’artista è quella di rendere evidente ciò che le altre persone non vedono». Ecco allora che dei portatorce diventano dei guardiani del cammino che conduce alla Rocca del Brunelleschi e che le parti metalliche di vecchie zappe, vanghe ed altri attrezzi da lavoro diventano immigrati italiani che vanno a cercare fortuna in Francia, com’è rappresentato nella scultura che Michel ha donato al Comune di Calcinaia, comune gemellato con quello di Noves.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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