Il Tirreno

Pontedera

Il greto dell’Era come una discarica

di Gabriele Gasperini
Il greto dell’Era come una discarica

Rifiuti e detriti lungo il tratto nel territorio di Ponsacco dove nel 2014 ci fu un’inondazione. I cittadini chiedono interventi

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PONSACCO. In questi giorni si commemorano i cinquant'anni della Grande Alluvione che colpì anche Ponsacco. Va ricordato che la città del mobile ha avuto un’altra inondazione molto più di recente, nel 2014, quando contò 101 alluvionati "ufficiali" e danni ingenti a famiglie, attività commerciali e imprenditoriali.

Nel 2014 le autorità parlarono di "evento imprevedibile", ma sottolinearono anche la necessità di un miglioramento del sistema di monitoraggio degli eventi atmosferici, così come quella di una sorveglianza adeguata dei tratti arginali all'interno dei contesti urbani.

Cos'è cambiato dal 2014 a oggi nel monitoraggio e nella manutenzione di argini e corsi d'acqua a Ponsacco? Cosa succederebbe oggi agli ex alluvionati di via Chiavaccini, Via Valdera C. e via Donizetti in caso di precipitazioni consistenti e prolungate?

Se da via Chiavaccini si prosegue a piedi per poche decine di metri fino al corso del fiume Era, la situazione - purtroppo - non appare rassicurante.

Il letto del fiume è ostruito da ogni sorta d'oggetto: tronchi d'albero, grossi rami, sfalci di potature, sacconi dell'immondizia, serbatoi d'acqua in plastica in uso nelle campagne e altro ancora.

La manutenzione non doveva cambiare? Alcuni ponsacchini, che passeggiano spesso lungo il corso dell'Era, ci hanno segnalato che le affermazioni fatte dalle istituzioni nel 2014 non hanno avuto seguito. Così siamo andati a vedere.

«Dopo l'alluvione - dice Angiolino Citi, un cittadino - sono stati puliti accuratamente solo i primi centro metri dell'argine in via Chiavaccini. Se ci si addentra nella campagna, in direzione località i Fondi, tutto è rimasto come prima. Chi fa manutenzione si limita, due volte l'anno, a tagliare le piante lungo l'argine, per il letto del fiume si fa poco o niente».

Non si tratta solo di "detriti" naturali come alberi e vegetazione, probabilmente portati dal fiume, ma anche di rifiuti abbandonati dall'uomo volontariamente (sacconi, potature e grossi serbatoi di plastica). Pare che qualcuno abbia scambiato le sponde e il letto del fiume per una discarica. Purtroppo le immagini non lasciano dubbi.

Molte domande hanno bisogno di risposte rapide, stando a sentire i residenti nella zona: cosa succederebbe oggi agli abitanti delle vie alluvionate in caso di precipitazioni intense? A chi spetta la manutenzione del corso del fiume? Dobbiamo limitarci ad attendere passivamente un evento "imprevedibile"? Al di là delle belle parole del 2014 e delle commemorazioni di rito, non sarebbe più utile intensificare controlli e manutenzioni?

La stagione delle piogge è appena all'inizio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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