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Pontedera

Rossi contro Vauro: offende Cascina

Rossi contro Vauro: offende Cascina

Il governatore boccia il linguaggio del vignettista che ha definito il comune “paesello del c...o”. Lui conferma l’attacco

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CASCINA. Le offese («La sindaca mi fa schifo», «Paesello del c...o») che il vignettista Vauro Senesi, pistoiese, ha rivolto rispettivamente alla prima cittadina leghista e al secondo comune della provincia di Pisa (45mila abitanti) hanno suscitato non solo l'immediata reazione di Susanna Ceccardi, che lo querelerà chiedendogli i danni, ma anche quella del presidente della Regione Toscana, il pontederese Enrico Rossi. Il candidato alla segreteria nazionale del Pd critica Vauro e scrive su Facebook che Cascina è «caduta per nostri errori nelle mani della Lega», anche se ciò «non autorizza nessuno a lanciare insulti contro la nobile città».

All'origine della polemica c’è il taglio agli aiuti a 14 profughi deciso dalla prima cittadina, scelta che ha spinto Vauro a esprimere pesanti giudizi durante una trasmissione su La7.

«Un paesello del c....o", così il vignettista Vauro definisce la città di Cascina, in provincia di Pisa. Voglio stigmatizzare queste parole - afferma Rossi - ricordando a tutti che Cascina è stata una grande città del lavoro artigiano, con mobilieri insuperabili nel proprio mestiere. Una città di sinistra e antifascisti, una città moderna, di commerci e imprese all'avanguardia; sede di Virgo, centro ricerche che ha contribuito alla scoperta delle onde gravitazionali, e d'un polo tecnologico d'eccellenza; luogo di residenza, infine, di intellettuali, ricercatori e operatori di servizi che lavorano nella vicina Pisa. Cascina poi - scrive ancora Rossi - è la città dei miei amici e compagni Gino Nunes (ex presidente della Provincia, ndr) e Carlo Cacciamano (ex sindaco, ndr), che purtroppo ci hanno lasciato: grandi amministratori comunisti, onesti, capaci e amati dal popolo. Dalla sua storia d'antifascismo, lavoro e sinistra - conclude Rossi - troveremo forza e consenso per riconquistare il Comune alle forze democratiche».

Né la minaccia di querela da parte della sindaca, né le dichiarazioni del governatore Enrico Rossi fanno fare un passo indietro al vignettista Vauro, che ribadisce la sua posizione, come l'aveva espressa in tv e poi sui social network: «Cacciare i 14 migranti è una barbarie inaudita. Che poi la sindaca se ne faccia un vanto è ancora peggiore».

Vauro ritiene che siano da condannare non solo le responsabilità personali della sindaca, ma anche di chi l'ha votata. «Mi chiedo perché chi non l'ha votata non si fa sentire? Perché non scendere in piazza tutti i giorni per difendere questi 14 profughi, che avevano tutto il diritto di restare a Cascina?».

Le dichiarazioni del governatore lasciano il vignettista completamente indifferente: «Invece di pensare a quello che dico io, dovrebbe preoccuparsi per quale cortocircuito a Cascina è stata eletta questa sindaca e dovrebbe veramente accollarsi gli errori commessi dal Pd prima delle elezioni. Rossi cita la Resistenza. La Resistenza era contro i nazifascisti, non certo contro 14 poveri profughi».

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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