Il Tirreno

Pontedera

Alla Piaggio 54 operai avranno il tempo pieno

Alla Piaggio 54 operai avranno il tempo pieno

Fatto l’accordo tra sindacati e azienda, ma delegati Fiom e Usb non firmano A fine mese il presidente Colaninno incontrerà i rappresentanti dei lavoratori

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Cinquantaquattro part-time verticali trasformati in full-time. È questo lo scenario più roseo che si configura all’orizzonte dopo la firma dell’accordo per l’attivazione del contratto di solidarietà fino al 13 aprile in Piaggio, fatta ieri mattina dai sindacati nella sede dell’Unione industriale pisana. Una firma che ha visto la conferma della spaccatura all’interno della Fiom Cgil con un solo delegato su nove che ha siglato l’intesa con l’azienda. Il resto delle firme è arrivato dai dieci della Fim Cisl e dai sette della Uilm Uil. Niente consenso all’accordo neppure dai tre dell’Usb.

Divisi in attesa di Colaninno. Poche sorprese, quindi, rispetto alla linea della segreteria provinciale della Fiom, che si unisce a quella di Fim e Uilm, da cui però si discosta completamente la maggioranza dei delegati all’interno del consiglio di fabbrica. Non certo l’ideale in vista dell’apertura della vertenza per il rinnovo del contratto aziendale che i sindacati hanno detto di voler aprire al più presto in attesa d’incontrare il presidente del gruppo Piaggio, Roberto Colaninno, che sarà a Pontedera a fine mese per la riunione con i rappresentanti dei lavoratori anche di Moto Guzzi e Aprilia.

Obiettivo Pontedera. Un appuntamento atteso che potrebbe portare novità importanti in fatto di produzione nello stabilimento pontederese, dopo l’annuncio del progetto di realizzare la Vespa elettrica dato all’Eicma di Milano che si conclude domani. Colaninno a Pontedera, almeno questa è la speranza, potrebbe dire qualcosa di più sui programmi dell’azienda e proporre aperture sul tema tanto caro ai sindacati: riportare in Valdera parte delle lavorazioni fatte all’estero.

Tra uscite e stabilizzazioni. Intanto, però, cominceranno gli incontri in Piaggio per le uscite in mobilità volontaria. Il numero dei dipendenti potenziali è di 180 che saranno in parte compensati con la trasformazione del 30% di part-time verticali in tempo pieno. Se, appunto, dovessero uscire tutti i 180 ipotizzati, verrebbero stabilizzati 54 operai che, attualmente, lavorano sette mesi l’anno. Il problema è che nel 2015 le uscite furono 85 e, più o meno la stessa cifra, nel 2016. Cifre che permisero di trasformare 24 contratti part-time verticali. Un numero pari al 15%, come concordato tra Piaggio e sindacati (eccetto la Fiom che non firmò l’intesa). Oggi questa percentuale è raddoppiata, ma dipenderà molto dalle condizioni poste per lasciare l’azienda.

Occhio alla rotazione. Mese dopo mese sindacati e azienda s’incontreranno per verificare l’attuazione della rotazione tra lavoratori durante il periodo del contratto di solidarietà per evitare che ci siano disparità di utilizzo e quindi di ore lavorate e salario. In molti, però, pongono dubbi sull’attuazione, visto che si tratta di una rotazione all’interno dei reparti e non nel complesso dello stabilimento. E se un reparto non avrà lavoro per lunghi periodi i suoi addetti avranno diminuzioni consistenti nelle buste paga.

E ora... l’integrativo. I mesi prossimi saranno complessi, ma l’appuntamento più importante sarà il rinnovo del contratto integrativo che manca dal 2010. Un periodo in cui non c’è mai stata una presa di posizione vera per discutere di questo aspetto. Ora, con la mozione proposta dall’Usb in un recente consiglio di fabbrica, e votato anche dalla maggioranza della Rsu, si cercherà di creare una proposta comune da sottoporre all’azienda.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore