Sicurezza
Solidarietà: vincono i favorevoli col 63%
Oggi a Pisa i sindacati firmano l’accordo con l’azienda
PONTEDERA. Una vittoria abbastanza netta e anche piuttosto annunciata quella dei favorevoli all’attivazione del contratto di solidarietà da novembre ad aprile per gestire il cali produttivi che Piaggio affronta nei mesi invernali. Il risultato del referendum è stato evidente: 63% per il sì e il 37% per il no. Nei tre giorni di assemblee e votazioni sono andati alle urne in 1.276.
Oggi i segretari provinciali e i delegati del consiglio di fabbrica firmeranno l’accordo con l’azienda. L’incontro avverrà nella sede dell’Unione industriale pisana dopo la riunione di giovedì scorso in cui erano stati fissati i punti per la bozza d’intesa che i rappresentanti dei lavoratori non avevano firmato. Prima volevano presentare i termini dell’accordo a operai e impiegati e farli esprimere attraverso il referendum per ricevere o meno il mandato a siglare l’intesa. Mandato che, come previsto, è arrivato dando il via all’attivazione dell’ammortizzatore sociale.
Mobilità e stabilizzazioni. Ma non solo. Insieme al contratto di solidarietà è prevista anche la mobilità volontaria per 180 dipendenti che potranno lasciare la fabbrica con incentivi. A fronte della perdita di livelli occupazionali ci sarà una parziale compensazione con la trasformazione di part-time verticali in tempo pieno. Per ora le parti si sono accordate con il 25% delle stabilizzazioni rispetto alle uscite. Ma ci sono probabilità che la percentuale salga al trenta per cento. Questo vuol dire che, se dovessero andare in mobilità volontaria i 180 dipendenti ipotizzati, in 45 o al massimo 54 vedranno trasformati in full-time i loro contratti che, al momento, consentono loro di lavorare sette mesi l’anno.
Controllo delle rotazioni. Un altro elemento contenuto nell’accordo è il monitoraggio delle rotazioni chiesto dai sindacati. Ogni mese dirigenza e rappresentanti dei lavoratori si accerteranno che operai e impiegati abbiano la più vasta uniformità di ore al lavoro possibile. Questo per non creare troppe disparità di salario. Ma, secondo quanto appreso, la bozza dell’accordo comprende che la rotazione sia effettuata nei singoli reparti e non su tutto lo stabilimento. Questo significa che se un reparto lavora e un altro no, difficilmente ci sarà l’equità nelle buste paga richieste all’azienda.
I numeri del referendum. Il dato del referendum dovrà essere certificato dal comitato elettorale, ma le prime indicazioni parlano di una differenza piuttosto marcata tra i favorevoli e i contrari all’attivazione del contratto di solidarietà. Su un totale di 1.288 di votanti, 1.267 sono stati i voti validi. Di questi 804 sono stati i sì e 463 i no. Ventuno, invece, le schede tra bianche e nulle. Da qui, il 63% favorevole e il 37% contrari.
E ora... l’integrativo. Una volta firmato l’accordo si aprirà presto la vertenza per il rinnovo del contratto integrativo come deciso dalla Rsu con la votazione di uno specifico ordine del giorno. Sarà questo il lavoro più complesso che i sindacati saranno chiamati a produrre una piattaforma unica di rivendicazioni da sottoporre all’azienda. Probabilmente gli incontri decisivi si svolgeranno ad aprile, quando la produzione tornerà alta e tutti i lavoratori rientreranno al lavoro stabilmente.
Andreas Quirici
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