Il Tirreno

Pontedera

La polizia torna a Geofor e sequestra documenti

di Sabrina Chiellini
La polizia torna a Geofor e sequestra documenti

C’è un’inchiesta per peculato e Marconcini è indagato. Il giorno dopo il nuovo blitz i consiglieri diffondono un comunicato con un invito: «Deve fare un passo indietro»

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PONTEDERA. Nel comunicato inviato ieri da Valentina Pinori e Oscar Galli, i due consiglieri che affiancano il presidente, Paolo Marconcini, nel consiglio d’amministrazione di Geofor spa la parola dimissioni non c’è. Ma la richiesta c’è, eccome se c’è. Rivela grandi imbarazzi e la considerazione per quello che i sindaci ritengono lo “scivolone” di un bravo amministrazione.

A Marconcini i colleghi del Cda chiedono di fare un passo indietro dopo la vicenda dell’inchiesta sull’auto aziendale. L’auto blu per antonomasia perché è proprio il colore dell’Audi al centro di questa storia. E lo fanno quando gli uffici di Geofor, a Gello, sono stati da poco visitati dal personale della Squadra Mobile della questura di Pisa. La polizia ha ricevuto un’ulteriore delega dal sostituto procuratore, Giovanni Porpora, che indaga - il reato ipotizzato è quello di peculato - sulla condotta del presidente di Geofor, che spesso viaggia con l’auto aziendale anche quando non ha impegni di lavoro. La polizia questa volta non si è limitata a fare due domande, a chiedere informazioni. Ha sequestrato atti e materiale informatico. Al momento del sequestro Marconcini non era al lavoro. Il giorno del secondo “blitz” il quartier generale di Geofor è rimasto blindato. Niente è trapelato. Ma, nel primo pomeriggio di ieri, i due consiglieri incaricati dai sindaci di fare un po’ di chiarezza sulla vicenda, hanno rotto il silenzio. «Sulla base delle approfondite verifiche documentali svolte, i consiglieri Valentina Pinori e Oscar Galli intendono rappresentare la posizione che esprimeranno in occasione del consiglio di amministrazione di Geofor spa», convocato per oggi. «Per quanto emerso dai riscontri documentali svolti internamente alla società, non si può purtroppo concludere che le regole siano sempre state rispettate; in ragione di ciò, ancorché la competenza ad esprimersi sull’operato degli amministratori sia dell’assemblea sociale, i consiglieri Galli e Pinori prendono le distanze dall’accaduto e ritengono necessario che il presidente faccia quanto prima un passo indietro. Si impegnano affinché la società compia tutti gli atti necessari e conseguenti a propria tutela, promuovendo la convocazione di un incontro con il socio al quale rappresentare gli esiti delle verifiche svolte, in modo che sia anche data esecuzione a quanto deliberato in ordine alla convocazione dell’assemblea sociale», scrivono i consiglieri, auspicando una mossa da parte di Retiambiente. Si osserva poi «che gli amministratori di una società, specie se a partecipazione pubblica, devono avere quale obiettivo primario il rispetto delle norme e delle regole che gli stessi hanno contribuito a determinare: “non solo devono farle rispettare, ma devono essere i primi a rispettarle”».

«Finalmente una valutazione sensata sul caso Marconcini. Sebbene il Cda di Geofor non possa "dimettere" un suo componente, cosa che spetta ai soci (in questo caso socio unico ne è Retiambiente spa il cui amministratore, Marco Frey, ad oggi non si è mai esposto sulla vicenda), gli stessi possono, da statuto societario, cambiarne la presidenza o, più semplicemente indicare al presidente Marconcini di fare un passo indietro, ovvero dare le dimissioni», osserva Alessandro Puccinelli della Lista civica Indipendente di Pontedera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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