Il Tirreno

Pontedera

«L’operaio non faceva il suo lavoro»

«L’operaio non faceva il suo lavoro»

Il sindaco di Casciana Terme ribatte alle critiche del parroco di Perignano: «Prima si informi»

2 MINUTI DI LETTURA





CASCIANA TERME. «Ho il dovere di rispondere alle affermazioni di don Armando Zappolini sulla questione del licenziamento del dipendente della Prometeo - inizia così il sindaco di Casciana Terme Lari, Mirko Terreni - Don Armando è ovviamente libero di esprimere il suo pensiero e la sua vicinanza a chi vuole, ma prima di fare affermazioni accusatorie e lapidarie come quelle riportate sulla stampa, avrebbe potuto e dovuto informarsi sulla vicenda, provare a capire anche l’altra versione, chiedere spiegazioni, magari anche al sottoscritto, che di sicuro non gli avrei negato».

«È ingiusto in questa vicenda sentir parlare di “forti contro deboli” - continua il sindaco - perché qui siamo di fronte al caso di un dipendente di una società, e non del Comune, che non ha svolto, come avrebbe dovuto il proprio lavoro, e non stiamo parlando di spazzare seduto su un Ape, ma dell’adempimento delle proprie mansioni. L’azienda è arrivata al provvedimento di licenziamento avendo fatto le proprie valutazioni a seguito di un procedimento ponderato durato settimane che è passato anche tramite l’analisi delle ragioni del dipendente».

E ancora: «Mettere in relazione la questione del licenziamento della Prometeo con la vicenda di Paolo Marconcini mi pare funzionale solo all’inseguimento di un facile consenso. Perché se una persona sbaglia, che sia un dipendente, un amministratore delegato o un presidente, deve rispondere per ciò che ha fatto. Quindi come la società Progetto Prometeo ha valutato la questione, dando doverosamente il diritto di difesa ai dipendenti coinvolti, così credo vada data la possibilità a Geofor di valutare attentamente l’operato di Marconcini, oltreché a quest’ultimo il diritto di difesa. Al termine di ciò non ho assolutamente difficoltà a dire che se Marconcini ha sbagliato, e mi auguro il contrario perché conosco l’impegno e la professionalità che ha sempre messo nella guida dell’azienda, debba risponderne».

«Non siamo forti o deboli a seconda dell’interlocutore, né abbiamo amici o parenti, ma cerchiamo di essere il più possibile giusti nell’esercizio delle nostre funzioni anche quando questo comporta rinunciare ad un pezzetto di consenso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa