Il dolore
Firenze al centro delle cronache Rabbia dei sindaci
Il ricordo del giornalista Fausto Pettinelli «Proteste da Ponsacco e Pontedera con la Rai»
PONSACCO. «Cinquant'anni fa ci furono due alluvioni. Una di acqua, e una di polemiche per lo Scolmatore, da oltre 20 anni in attesa di essere ultimato». È uno dei ricordi che il giornalista ponsacchino Fausto Pettinelli ha inserito nella pubblicazione “Cinquant’anni fa l’alluvione”, edito da Nuovastampa che sarà presentato oggi alle 15,30 all’Università dell’età libera nella sala Valli a Ponsacco. All’epoca Pettinelli lavorava a Verona, ma in quel novembre del ’66 era a Ponsacco. I suoi genitori abitavano e lavoravano a Pontedera, città in cui suo zio Orazio faceva il giornalista per la Nazione.
«La stampa e la Rai furono accusate di diffusione di notizie solo su Firenze, ignorando la situazione di centri come Empoli, Pontedera e Ponsacco - racconta Fausto Pettinelli - La prima notizia sulla criticità dei fiumi a Pontedera e a Ponsacco, fu data nel notiziario regionale alle 12,50 di venerdì 4 novembre. Due ore e mezzo prima dell'inondazione di Pontedera. Mio zio segnalò la notizia al telefono alla Rai di Firenze. L’Arno stava crescendo di 20 centimetri all'ora, e la campagna circostante, Ponsacco compreso, erano in pericolo. Poi nel giornale-radio nazionale delle 18,30 e alle 23 venne data la notizia che l’Era aveva rotto gli argini da più di 9 ore. Giacomo Maccheroni, sindaco di Pontedera, e Giuseppe Pomponi, sindaco di Ponsacco, protestarono nei confronti della Rai che, a quel punto, concesse più spazio agli inviati. Ma le cronache continuarono a essere incentrato su Firenze. Il radioamatore Osvaldo Tacchi, senza energia elettrica ma col vapore, riattivò due vecchie batterie e lanciò appelli che giunsero fino in Svezia».
«Anche Ponsacco subì l'alluvione - prosegue Pettinelli- con danni alle aziende e alle case della periferia a sud del centro, al di là del ponte. Finirono sott’acqua la casa di riposo, il rione 17 Luglio e via Nazario Sauro». Questa è la cronaca, che il sindaco, Giuseppe Pomponi, ricostruì e che Pettinelli ha inserito nella sua pubblicazione: «Alle 8 eravamo già in allarme, e le notizie arrivavano dall'alba. Pioveva forte da giorni, i fiumi Cascina e Era gorgogliavano, il livello aumentava. Alle 9 l'Era tracimò nella campagna di Puntale e l'acqua avanzava verso il centro di Ponsacco. Il fiume era senza argini. Chiedemmo l'intervento dell'esercito, con prefettura e i carabinieri». E ancora: «Mancava l'energia elettrica. A Pontedera l'Era aveva rotto gli argini al ponte della ferrovia».
«I ponsacchini furono i primi a recarsi a Pontedera- sottolinea Pettinelli- che dal pomeriggio divenne una città fantasma. Paracadutisti e volontari arrivarono con trattori fino all'ospedale con medicinali, coperte, compreso il pane in arrivo da Ponsacco. Numerosi ponsacchini raggiunsero anche la Piaggio, per aiutare i dipendenti a liberare la fabbrica dal fango». Molti dei ricordi di Pettinelli sono legati al mondo dell’informazione: «Un operatore della Rai, giunto a Pontedera, filmò gli attimi in cui l'Era inondava la città e spedì il materiale alla Rai di Milano. Alcune scene del documentario di Franco Zeffirelli sull'alluvione di Firenze sono state tratte da quella ripresa».
Ma il giornalista ha ancora negli occhi un fatto personale, legato a una bandiera: «Cercai i miei genitori pensando si trovassero al cinema Italia. Invece erano stati investiti dalla piena che aveva scaraventato la loro auto al villaggio Piaggio. Si salvarono, e mio padre Giovanni raccolse il tricolore, sul palco dove il sindaco Maccheroni avrebbe pronunciato il discorso per l’Unità nazionale. Fu redarguito dalla polizia e lo riconsegnò. A capodanno Giacomo Maccheroni consegnò la stessa bandiera a mio padre in segno di stima».
Elena Iacoponi
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