Sicurezza
Piaggio, quasi mille voti in due giorni
Oggi si conclude il referendum sul contratto di solidarietà, la firma con l’azienda legata allo scrutinio
PONTEDERA. Sono 914 i voti raccolti finora al referendum all'interno della Piaggio sull'attivazione del contratto di solidarietà che comporta anche la mobilità volontaria per 180 dipendenti e la stabilizzazione di 45 contratti part-time verticali se la percentuale della compensazione per la perdita del livello occupazionale rimarrà al 25%, mentre se salirà al 30% saranno 54 gli operai che passeranno al tempo pieno.
Il referendum si concluderà oggi. E se dovesse prevalere il sì, i delegati del consiglio di fabbrica e i segretari provinciali delle sigle sindacali si recheranno all'Unione industriale pisana per incontrare i dirigenti della Piaggio col mandato a firmare l'accordo. Se prevarrà il no, lo scenario che si aprirà sarà difficilmente ipotizzabile. L'azienda dovrà gestire i cali produttivi con la cassa integrazione, strumento meno flessibile rispetto al contratto di solidarietà.
Il referendum non prevede il superamento del quorum (che sarebbe fissato a 1.200 voti) perché si tratta di una consultazione. L'esito, quindi, non sarebbe strettamente vincolante per dire sì o no a Piaggio rispetto all'attivazione del contratto di solidarietà dalla metà di novembre alla metà di aprile. Ma ignorare la volontà di operai e impiegati in un momento simile non sarebbe particolarmente opportuno per sindacati e delegati.
Lo scrutinio, quindi, avranno un peso determinante per accettare la richiesta di Piaggio che già dal periodo precedente alla pausa estiva aveva aperto la trattativa per gli ammortizzatori sociali. Da quel momento a oggi sono passati mesi in cui la Rsu ha provato a trovare una strada comune da percorrere con risultati non proprio positivi. Anche nell'ultimo incontro all'Unione industriale pisana, quello da cui sono scaturite le assemblee e il referendum di questi giorni ci sono state divisioni tra i delegati.
Di sicuro, però, dopo questa trattativa si aprirà la vertenza per il rinnovo del contratto integrativo. Si parlerà di salario, ma anche di investimenti, produzione e condizioni dei lavoratori all'interno della fabbrica. Un passaggio che, secondo i sindacati, avverrà indipendentemente dall'esito della trattativa per gli ammortizzatori sociali.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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