Il dolore
Permesso falso, coppia assolta
Non c’è la prova che il documento sia stato utilizzato
SAN MINIATO. In due erano finiti a giudizio - Zenab Moradi e Soraya Rasoulimehr, iraniani - dopo che i carabinieri di San Miniato erano intervenuti in seguito al furto di un portafoglio compiuto dall’uomo con la tecnica dell’ipnosi. Ma non era per questo reato - per cui l’uomo è già stato condannato in precedenza - che ieri mattina i due avrebbero dovuto comparire in tribunale a Pisa. I carabinieri di San Miniato, che nel maggio del 2008, si erano occupati del furto avevano denunciato la coppia anche per l’uso di un atto falso. Quando erano stati fermati avevano infatti fornito sia il passaporto, risultato regolare, che una richiesta di permesso di soggiorno che invece era risultata palesemente falsa. L’atto però, anche se fasullo, non era stato utilizzato in alcun modo. Nel compiere le indagini i carabinieri avevano visto che l’auto su cui viaggiavano i due era già stata segnalata in mezza Italia dopo una serie di furti con destrezza avvenuti sempre con la tecnica dell’ipnosi. Mentre l’uomo rubava, ad attenderlo sulla vettura c’erano moglie e figlia, poi identificate dai carabinieri.
L’auto su cui viaggiavano era intestata, come scoprirono i carabinieri, ad un campano che risultava proprietario di altri duecento veicoli, come ha raccontato ieri mattina davanti al giudice monocratico, Paola Giovannelli, uno dei militari che aveva svolto le indagini.
Una storia complessa. Ma per l’uso di atto falso la coppia è riuscita ad evitare la condanna. Non c’era la prova che quella richiesta di permesso di soggiorno non autentica fosse stata utilizzata.
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