Sicurezza
Palio di gennaio a rischio Ora Buti ricorre al Tar
L’Associazione delle contrade impugna il provvedimento che vieta l’utilizzo di cavalli purosangue inglesi nelle gare di velocità lungo tracciati provvisori
BUTI. L’associazione che organizza il Palio di gennaio ha presentato un ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento dell’ordinanza del ministero della Salute che vieta agli organizzatori di manifestazioni come il Palio di Buti di utilizzare cavalli di razza purosangue inglese in quanto il percorso attuale, lungo la strada da Cascine di Buti - il classico esempio di tracciato cittadino con impianto temporaneo - non risulta idoneo. Nel ricorso ai giudici si chiede la sospensiva del provvedimento, in maniera tale da poter correre la corsa del 22 gennaio prossimo.
La palla è in mano ai giudici laziali, nel frattempo la querelle continua e riguarda tutte le città e i paesi in cui per tradizione si svolge un palio o un altro tipo di manifestazione che dà il via a cavalli purosangue
L’evento di Buti è una festa dedicata a Sant'Antonio Abate e l'Associazione Palio delle Contrade, proprio per evitare incidenti come quello dell’anno scorso con la corsa costretta a fermarsi per la morte di un cavallo, ha compiuto grandi sforzi per mettere in sicurezza il percorso, che alla fine aveva ricevuto la regolare autorizzazione da parte del Mipaaf (Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali), grazie all'acquisto di nuovi materiali. Si è cercato, nel corso degli anni, anche di aumentare i controlli sui cavalli che corrono il Palio e vengono sottoposti a una scrupolosa visita da parte di una équipe di veterinari 48 ore prima della gara, come previsto dalla legge.
«Il ricorso è presentato, ora vediamo cosa succederà – dice il presidente dell’associazione Palio delle Contrade, Lorenzo Caturegli – è in corso una trattativa con il Ministero dove abbiamo un incontro in programma per il 18 novembre. Senza la sospensiva il Palio non si potrà correre, almeno nella sua forma tradizionale che dura da circa 60 anni».
Nell’attesa che si definisca la vicenda dal punto di vista amministrativo, visto che i tempi sono abbastanza stretti, i butesi stanno valutando se organizzare un palio straordinario che però si disputerà in una data diversa da quella dedicata alla ricorrenza di Sant’Antonio Abate, con cavalli che hanno caratteristiche diverse rispetto a quelli che solitamente scendono in pista a Buti.
«Ovviamente è tutto un percorso da valutare – aggiunge Caturegli – così come è presto per comunicare in maniera ufficiale qualsiasi decisione».
Nelle corse di velocità il ministero della Salute ha vietato l'utilizzo di cavalli di razza purosangue inglese. Deroghe sono concesse solo per gli ippodromi. Restano in vigore le misure introdotte nel 2011 sulle manifestazioni popolari con equidi al di fuori di impianti e percorsi ufficialmente autorizzati. Con l'ordinanza del 3 agosto scorso, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, il ministero della Salute ne ha disposto la proroga introducendo alcuni divieti. L'obiettivo generale rimane quello di tutelare la salute e l'incolumità pubblica nonché la salute e il benessere degli equidi impiegati nelle manifestazioni popolari, pubbliche o aperte al pubblico.
Alla base della reiterazione delle norme figura infatti il ripetersi, nelle manifestazioni non regolamentate, di incidenti che mettono a repentaglio la salute e l'integrità fisica degli animali, nonché l'incolumità dei fantini e degli spettatori. (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google