Il dolore
Auto rottamate? Macché, solo portate altrove
Da via Roma a via don Sturzo: ecco la fine delle vetture rimosse per ordine del sindaco
PONTEDERA. Spazi enormi, diventati solo vuoti contenitori, mentre l’economia langue. Capannoni che diventano un facile approdo per persone senza fissa dimora. E così, tra erbacce e rifiuti, è facile notare che qualcuno ha fatto il gioco delle tre carte. Le auto da rottamare che erano nel parcheggio di via Roma vicino all’ospedale Lotti, in un condominio abitato in prevalenza da migranti, dove nel febbraio 2015 c’era stato un grave incendio, non sono state destinate alla demolizione, come qualcuno poteva pensare. Quei rottami, rimossi abbastanza in fretta a differenza di quanto avviene per altre situazioni di degrado in città, hanno solo cambiato casa. Sono stati trasferiti nel piazzale di un’altra proprietà della stessa famiglia che possiede l’immobile di via Roma dove c’era stato il rogo. Nessuno lo aveva spiegato a chiare lettere. Ma quelle vetture erano state abbandonate nella maggior parte dei casi da extracomunitari che non sono stati rintracciati. Per cui, alla fine, tutti i costi della rottamazione e del recupero di quei mezzi sarebbero ricaduti sulle tasche del proprietario dell’area condominiale rimasta per tanto tempo in stato di abbandono, nonostante le segnalazioni dei residenti.
Così alla fine quelle vetture non sono state usate come ferro vecchio, ma sono finite nella zona industriale alla Bianca, in via Don Sturzo. Sono state parcheggiate nel cortile di un capannone non più utilizzato per attività produttive non si sa da quanti anni.
In questo immobile, alcuni giorni fa, le forze di polizia, hanno effettuato un blitz a sorpresa dopo che alcuni cittadini avevano segnalato al Comune che nell’edificio abbandonato dormono molti senzatetto, quasi tutti migranti che vivono in città.
Le pattuglie delle forze di polizia sono rimaste a lungo davanti al capannone della zona industriale. Gli agenti hanno identificato gli stranieri che erano entrati nell’area dopo avere forzato il lucchetto che chiude il cancello all’ingresso.
A tutti è stato spiegato che non possono entrare in una proprietà privata. Al tempo stesso gli uffici comunali hanno informato il proprietario dell’edificio.
Ma il blitz di fatto non ha spostato il problema. Ieri il lucchetto del cancello era stato di nuovo forzato. Tra i rottami delle auto - dalle targhe si può vedere che si tratta delle stesse vetture rimosse da via Roma - ci sono rifiuti di ogni genere e anche una bicicletta relativamente nuova.
L a storia si ripete. Era successo per gli uffici e la sede della Zetagas, capita ora per il capannone inutilizzato.
«L'area è di proprietà privata. Più volte abbiamo chiesto al proprietario di intervenire con gli inquilini del palazzo e di fare rimuovere le auto da rottamare o che sono state abbandonate», aveva detto il sindaco, Simone Millozzi, quando c’era stato l’incendio in via Roma. E poi aveva aggiunto: «L'area va bonificata quanto prima e va chiusa per evitare che entro poco tempo si di nuovo in condizioni di abbandono». Il proprietario, l'avvocato Marco Leoncini, a sua volta, si era impegnato ad affrontare il degrado in tempi abbastanza ristretti. Il comandante della polizia municipale Michele Stefanelli, aveva seguito da vicino la situazione. Che sembrava essere stata risolta in maniera definitiva. Tra l’altro, all’ingresso dell’area di via Roma era stato affisso un cartello con cui si chiedeva ai proprietari dei veicoli di provvedere alla loro rimozione, considerati a tutti gli effetti come rifiuti. Si parlava anche della possibilità di distruggere quei rottami, considerati oggetti ingombranti di una discarica abusiva. I proprietari non si sono fatti vivi, a quanto pare, e le auto abbandonate sono solo finite in un altro angolo della città.
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