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Il bus si ferma e scarica gli studenti per strada

Il bus si ferma e scarica gli studenti per strada

La denuncia dei genitori che ieri sono andati a La Borra dopo che un mezzo della Ctt aveva avuto un guasto. I ragazzi sono rimasti a piedi lungo la Sarzanese

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PONTEDERA. Il bus si ferma e l’autista fa scendere lungo la strada, la Sarzanese Valdera nel tratto tra Pontedera e Ponsacco, tutti gli studenti che stavano tornando a casa, dopo una mattina di lezione. Non è la prima volta che si verificano episodi di questo genere nel silenzio dei sindaci che invece dovrebbero tutelare i ragazzi che utilizzano il servizio pubblico per andare a scuola.

A sentire il racconto di un genitore che ieri è stato costretto ad andare a prendere il figlio dopo che il bus si era fermato, il gravissimo incidente avvenuto davanti allo stadio di Pontedera un anno fa, quando un adolescente ha rischiato la vita dopo essere stato investito da un bus, non ha insegnato molto. Anzi, i problemi, a cominciare dal sovraffollamento dei bus, sono rimasti gli stessi. Le proteste delle famiglie non hanno trovato alcun tipo di ascolto.

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«Voglio segnalare l'ennesimo bus del Ctt fermo in panne alla Borra, ieri mattina, dopo che c’era già stato un altro episodio venerdì scorso. Ora non voglio disquisire su un servizio che presenta tantissime lacune nonostante gli abbonamenti che paghiamo, ma vorrei mettere in evidenza la situazione di pericolo che si è venuta a creare», dice Riccardo Lombardi, uno dei genitori che ieri si è affrettato ad andare a recuperare il figlio lungo la strada. «Alcuni ragazzi a piedi si sono incamminati lungo via Valdera P(o Sarzanese), altri fermi davanti e dietro al pullman nell'intento di dirigere il traffico che il pullman fermo aveva creato. Spero che questi scatti facciano riflettere gli amministratori della Ctt, e che non si debba rivivere incidenti simili o più gravi come quello allo stadio di Pontedera lo scorso anno», dice il cittadino che di professione fa il fotografo e così ha cercato di rappresentare al meglio quello che ha visto dopo che il bus si è fermato.

Per gli studenti ogni giorno prendere il bus della linea pubblica diventa come fare una piccola “guerra”. Sono sovraffollati, devono correre per prendere un posto, viaggiano in condizioni di scarsa sicurezza. «Noi paghiamo 34 euro al mese circa per l’abbonamento – raccontano alcuni genitori – ma è come se andassero in beneficenza. A volte i nostri figli non trovano posto per mettersi a sedere, altre volte il bus si guasta. Vogliamo segnalare la situazione di pericolo. Non crediamo che sia regolare fare viaggiare i bus stracarichi di ragazzi. Ci chiediamo se dovesse verificarsi un incidente cosa potrebbe succedere dal punto di vista legale e dei risarcimenti». L’ennesima denuncia che riguarda il trasporto pubblico. La speranza dei genitori è che qualcuno li ascolti prima che succeda qualcosa di grave.

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