PONTEDERA. Per un’ora e mezzo circa i telefoni della centrale del 118 di Pisa sono rimasti muti. Funzionavano solo le linee in uscita, ma se gli utenti chiamavano il 118 questo dava lo stesso segnale che si sente quando il telefono è occupato. Sul black out, unico di questa gravità negli oltre dieci anni di storia della centrale all’ospedale Lotti di Pontedera, l’Asl ha disposto una verifica interna. Il disservizio è avvenuto nel pomeriggio di venerdì 4 novembre fino alla sera di sabato 5 novembre la catena delle responsabilità non era ancora chiara.
Durante gli interminabili minuti in cui i telefoni sono andati in tilt, a Ponsacco è morto, ucciso da un infarto si ipotizza, un uomo di 67 anni, Paolo Ghelardini, già sofferente di problemi cardiaci. Quando l’uomno è stato colto da malore, ci sono problemi a contattare il 118. Per ora, stando alla famiglia della vittima e ai carabinieri che sono intervenuti nel giardino dove è avvenuta la tragedia, non ci sono esposti. Tuttavia l’Asl è stata informata e il medico, che era in servizio quel giorno, quando ha saputo che i telefoni erano in tilt, ha informato del problema sia i carabinieri che la polizia e i vigili del fuoco, fornendo agli altri soccorritori un numero da utilizzare per eventuali emergenze.
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Nessuna informazione è stata data ai cittadini, sembra per decisione dei vertici dell’azienda sanitaria, che a loro volta hanno appreso del guaio con alcune ore di ritardo. "Noi siamo tranquilli, non abbiamo problemi – spiega al telefono il dottor Paolo Tognarelli, responsabile del 118 di Pisa – Non c’è da mettere in relazione il disservizio alle linee telefoniche con quanto avvenuto a Ponsacco. Il 118 il soccorso lo ha assicurato". Quando l’uomo si è sentito male nel giardino di casa, i familiari hanno telefonato al 118 che però era isolato, non rispondeva. Allora alcuni vicini hanno chiamato la sede della Pubblica Assistenza di Ponsacco, come ha confermato ieri mattina un volontario. Ma non sono stati questi ultimi ad effettuare il soccorso.
La scorsa settimana era di turno per il 118 la Misericordia di Ponsacco che la centrale aveva attivato e inviato sul posto, anche se quando medico e volontari sono arrivati, per l’uomo non c’era niente da fare. "Non sono in grado di parlare – ci dice la moglie della vittima – non credo sia il momento, ormai è tutto successo...". Quanto il black out telefonico abbia inciso sui tempi dei soccorsi non è chiaro e l’Azienda sanitaria ha preso tempo per esaminare la vicenda in tutti i suoi aspetti. In attesa che l’Asl chiarisca la causa del guasto alle linee telefoniche, che peraltro ha messo a rischio i soccorsi in tutta la provincia, si fanno mille ipotesi. Potrebbe essersi trattato di un problema dovuto al gestore telefonico, ma anche di un errore nei lavori per il potenziamento delle linee connesso all’accorpamento della centrale di Pisa con quella di Livorno e il trasferimento della sede in quest’ultima città. Anche questo è un capitolo dolente.
Rispetto all’organizzazione del nuovo servizio che dovrebbe partire con l’inizio dell’anno nuovo, i primi ad avere poche informazioni sono gli stessi addetti ai lavori. E nella centrale pisana, che ha sede a Pontedera, attualmente lavorano 18 operatori, oltre a medici e infermieri. Cosa andranno a fare, dove e come dovranno farlo? Resta ancora molto da capire. Probabilmente in linea teorica lo sanno i vertici ma, a differenza di quanto avvenuto per altre realtà dove lo stesso servizio è stato accorpato, non ci sono state “esercitazioni” e verifiche sperimentali del nuovo sistema dell’emergenza, anche se ormai alla fine dell’anno mancano davvero poche settimane.