Il Tirreno

Pontedera

Il cda di Geofor prende le distanze da Marconcini

Auto blu: i consiglieri Galli e Pinori confermano l’indagine interna e tra le righe auspicano un intervento dell’assemblea dei soci

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PONTEDERA. Paolo Marconcini, il presidente della società dei rifiuti coinvolto in una indagine sull’uso disinvolto dell’auto blu, può uscire di scena soltanto in due modi. Il primo - ma pare poco probabile - dimettendosi da Geofor Spa; il secondo attraverso una decisione dell’assemblea dei soci, ovvero di Retiambiente Spa. Ed è su quest’ultimo aspetto che la nota del cda di Geofor, diffusa ieri, pone l’attenzione. Ecco il testo: «I vertici di Geofor ribadiscono che stanno lavorando per accertare con precisione i fatti riportati dalla stampa, con la fattiva collaborazione del presidente. Per accertare scrupolosamente tutti i fatti è necessario esaminare i documenti che sono diversi, e relativi a più periodi: ciò al fine di evitare di operare con superficialità e sufficienza. I vertici di Geofor ritengono opportuno precisare che il consiglio di amministrazione non può assumere decisioni di nomina e revoca di alcuni suoi amministratori, tra cui il presidente, essendo questa prerogativa riservata, dalla legge e dallo Statuto, all'assemblea dei soci».

Parole misurate, ma che si prestano anche a una interpretazione. E cioè che i consiglieri di amministrazione, Oscar Galli e Valentina Pinori, hanno di fatto preso le distanze dal presidente - nonostante l’atteggiamento collaborativo di quest’ultimo - e auspicano un intervento di Retiambiente, la spa presieduta dal professor Marco Frey. “Il Tirreno” ha provato più volte a contattare quest’ultimo, ma senza successo.

Intanto la vicenda tiene banco negli ambienti politici. Scrivono Domenico Pandolfi e Federica Barabotti, consiglieri comunali di Forza Italia: «Da quello che emerge dalla cronaca, l’inchiesta della magistratura sta facendo tremare il presidente di Geofor, già al centro di polemiche per il ritiro della convenzione ai ristoratori. Questa vicenda ha connotati assai più gravi se le indagini confermeranno l’uso improprio dell’auto. Noi siamo sempre stati garantisti verso tutti e attendiamo di vedere gli atti del cda e le eventuali fatture. Ma se così non fosse, le dimissioni immediate sarebbero il minimo. Però, come mai solo ora tutti contro Marconcini? È noto il fatto che è sempre andato avanti con esuberanza come se a lui fosse tutto permesso; non dimentichiamo il conflitto di interesse già affrontato in passato con la società delle pale eoliche. Forse è diventato un personaggio scomodo per il Pd? Noi abbiamo fiducia nelle indagini».

Anche “Una città in comune” e Rifondazione Comunista fa sentire la sua voce: «Se le notizie riportate dalla stampa circa l'uso dell'auto blu aziendale da parte del presidente Geofor, Marconcini, per raggiungere Salerno in occasione del matrimonio del figlio sono vere, è da chiedersi se Salerno sia collegata a Pontedera mediante ferrovia. Sicuramente lo è, ma, si sa, il tempo è denaro, soprattutto per i manager, e forse la "location" delle nozze era in località amena difficilmente raggiungibile da mezzi pubblici se non con tempi di percorrenza geologici. Ecco giustificato l'uso della potente auto blu e la multa per infrazione debitamente collegata. Se fosse uno scherzo ne saremmo lieti, se fosse vero sarebbe un'inopportuna smargiassata degna dei migliori film della commedia all'italiana. Se fosse vero, e speriamo ancora una volta che non lo sia, sarebbe una intollerabile dimostrazione di esibizionismo e protervia da parte di chi, in qualità di presidente di una società pubblica, dovrebbe invece ispirarsi ad atteggiamenti rispettosi dei cittadini che gli pagano lo stipendio... e l'auto blu».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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