Fanghi, Peccioli fa analisi private: "Terreni puliti"
Il Comune intende difendere l’immagine dei produttori agricoli, presto saranno noti i risultati definitivi. Al momento quelli parziali confermano l'assenza di inquinamento
PECCIOLI. Il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, sostiene che l'inchiesta sullo spandimento dei fanghi in agricoltura abbia creato un danno d’immagine alle verdi colline della Valdera. Così il Comune di Peccioli, a cui non mancano le risorse, ha deciso di organizzare in proprio le analisi di terreni in risposta all’indagine condotta dalla Guardia di finanza e dalla Procura di Firenze relativa allo spandimento dei fanghi in agricoltura. Alla base di quest’inchiesta, oltre a un lavoro investigativo fatto di intercettazioni e controlli, c’è l'analisi condotta da Arpat che ha rilevato una presenza eccessiva di idrocarburi nei fanghi oggetto di spandimento.
«L'indagine ha avuto l'effetto immediato di far passare l'immagine del territorio di Peccioli e dei Comuni limitrofi dove sono avvenuti gli spandimento, come territori inquinati, producendo indirettamente un grave danno per tutti i produttori agricoli e agrituristici operanti sul territorio. Il Comune di Peccioli è convinto e si rifiuta di accettare naturale la formula secondo la quale l'eventuale o eccessiva concentrazione di sostanze inquinanti nei fanghi in questione produce automaticamente l'inquinamento del territorio», dice il sindaco Macelloni.
Così il Comune, a tutela del territorio e a sostegno degli operatori economici, ha ritenuto opportuno procedere a una massiccia analisi sui terreni (circa 300 ettari) che sono stati oggetto di indagine per valutare se l'eventuale spandimento improprio abbia provocato inquinamento del territorio, se sì di che tipo e dov'è localizzato.
«È una verifica importante per fare chiarezza sull'intera vicenda», spiega il primo cittadino che a fine novembre convocherà una conferenza stampa per illustrare i risultati complessivi della campagna di analisi. «Possiamo affermare senza incertezza che il territorio è pulito, non è per niente inquinato - dice Macelloni - Stiamo attendendo anche gli esiti degli altri 150 prelievi e la relazione finale che il laboratorio incaricato farà su tutta la vicenda. Fin d’ora comunichiamo che il 25 novembre sarà organizzata una conferenza stampa dove verranno resi noti i dati definitivi e tutte le valutazioni del caso».
«L'affermazione di principio, secondo la quale non si può stabilire in modo meccanico che lo spandimento di fanghi inquinati produca automaticamente inquinamento del territorio, è ora corroborata da dati e risultati ineccepibili e documentabili», aggiunge Macelloni.
Gli esperti dicono che la natura dei terreni può incidere nelle reazioni dei composti chimici presenti nei fanghi. Per questo le società che effettuano lo spandimento scelgono i terreni in base alle loro caratteristiche e poi procedono con gli scarichi.
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