La manifestazione
Turbativa d’asta: interrogato un geometra
Il tecnico è tra i quattordici arrestati nell’inchiesta della procura di Genova su una serie di appalti
CASCINA. Interrogatorio di garanzia per rogatoria, ieri mattina in tribunale a Pisa, per uno dei quattordici arrestati, ora ai domiciliari, il cascinese Antonio Parri, 47 anni, coinvolto nell’inchiesta su una serie di appalti truccati per la realizzazione del Terzo Valico, la linea ferroviaria che dovrebbe collegare il capoluogo ligure a Tortona e da qui alle altre linee del Nord, in primis sulla direttrice per Milano. Il geometra Parri è tra i dipendenti Cociv travolti dalle indagini. Cociv è formato da Salini Impregilo (64%), Società italiana condotte d’acqua (31%) e Civ (5%) ed è il cosiddetto “general contractor” dell’infrastruttura, l’appaltatore principale cui sono stati assegnati in dieci anni quasi quattro miliardi di finanziamenti pubblici (deliberati progressivamente dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica) per la realizzazione dell’opera. Il geometra cascinese, stando a quanto si è appreso dopo gli arresti effettuati dalla guardia di Finanza in seguito all’inchiesta della Procura di Genova, ha risposto alle domande del Gip Elsa Iadaresta, senza aggiungere elementi particolari a quella che è stata la ricostruzione dei fatti avvenuta finora. In sostanza, il tecnico si è detto estraneo alle accuse che gli sono state contestate oltre che ignaro del giro di corruzione ipotizzato dagli investigatori negli appalti finiti al centro dello scandalo, dopo intercettazioni e servizi di osservazione.
Gli indagati nell'inchiesta avrebbero compiuto una serie di atti di corruzione, concussione e turbativa d'asta in relazione all'aggiudicazione di commesse per un valore di 324 milioni. Nei mesi scorsi, l'indagine di Genova si è incrociata con un'analoga attività avviata dai carabinieri del comando provinciale di Roma su input della procura della capitale: l'inchiesta è così proseguita con una collaborazione sia a livello investigativo che giudiziario. E dall'attività investigativa è emerso che ad alcuni dirigenti cui spettava seguire lo svolgimento delle gare indette dal general contractor, per pilotare l'assegnazione dei lotti ad alcune società ed escluderne altre, hanno fatto in modo, in alcuni casi, che offerte ”anomale” divenissero regolari e, in altri, hanno utilizzato dei “concorrenti di comodo” che in realtà non erano minimamente interessati all'aggiudicazione della gara, per indirizzare direttamente l'assegnazione all'unico concorrente interessato.
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