Il lutto
Mio padre, ex artigiano ed ex paracadutista, costretto a vivere in un garage
Il figlio di un disabile chiede aiuto al Comune di Cascina che replica: "Siamo pronti a pagare l’affitto per una casa"
CASCINA. «Mio padre, ex paracadutista della Folgore, ex artigiano che tempo fa ristrutturò le mura di Pisa, oggi si ritrova in una situazione a dir poco allarmante. Da ormai 4 anni vive in un garage, senza acqua, senza servizi igenici, in condizioni igieniche a dir poco allarmanti». Comincia così l'appello disperato del figlio di un invalido di Cascina, che vive in via della Vittoria, in un fondo che un tempo era usato con fini commerciali e che da tempo chiede al Comune di avere un alloggio popolare. L'invalido, in campagna elettorale, aveva partecipato anche alla manifestazione di protesta con altre persone senza casa che avevano bloccato il traffico lungo la Tosco Romagnola a Cascina per richiamare l'attenzione sui loro problemi.
L'ex paracadutista, oggi, ha 60 anni: «È invalido al 100%, con parte del piede amputato. Naturalmente vivendo in queste condizioni la sua patologia si aggrava. Vive su sedia a rotelle e non riesce a trovare un'altra casa», dice il figlio che accusa l'attuale amministrazione di non trovare soluzioni adeguate.
«Susanna Ceccardi nella campagna elettorale ha promesso che non appena fosse diventata sindaco lo avrebbe aiutato o perlomeno messo in una vera abitazione. Mio padre quindi, oltre ad essere stato attivista per la sua campagna elettorale, nonostante fosse sulla sedia a rotelle, si è fatto in quattro per aiutare agli stand, consegnare volantini. Ora lui si trova ancora in queste condizioni disastrose. Sono stato dentro il garage, ho quasi vomitato per l'odore».
Il figlio dell'invalido, 26 anni, disoccupato, riporta poi, nella lettera inviata al giornale, alcune segnalazioni di casi simili a quello di suo padre. «Ci hanno detto che una famiglia romena è stata sfrattata dopo anni di morosità e ora vive in un hotel a 4 stelle. Ancora, recentemente, è stata offerta una casa con affitto pagato per 3 anni dal Comune a una signora straniera (che lei poi ha rifiutato perché era a troppi Km da Cascina). Ma non si diceva: prima gli italiani?».
Abbiamo chiesto notizie all'assessore alle politiche sociali Edoardo Ziello sui punti toccati nella denuncia dal figlio dell'invalido: «Due mesi fa abbiamo detto all'invalido e a suo figlio che siamo disposti ad aiutarli per pagare l'affitto di una nuova casa. Abbiamo però chiesto loro di darsi da fare per cercare sul mercato un monolocale o comunque un'altra soluzione per cui venga richiesto un affitto non superiore ai 600 euro al mese».
Per quanto riguarda gli altri due casi raccontati dal cittadino, l'assessore li smentisce con forza: «Nessun comune d'Italia potrebbe alloggiare famiglie sfrattate in alberghi a quattro stelle e così non ce lo possiamo permettere nemmeno noi. In questo momento abbiamo offerto soluzioni in albergo, che avranno una durata limitata nel tempo, alle famiglie che abitano nell'ex centro di prima accoglienza a Titignano dove a breve partiranno i lavori di ristrutturazione per potere usare questo edificio per dare risposte a famiglie alle prese l'emergenza abitativa».
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