Sicurezza
In vendita capannoni e terreni dell’Interporto
San Miniato: asta giudiziaria da oltre 25 milioni di alcuni immobili in disuso È il primo tentativo con la formula del lotto unico dopo due andati a vuoto
SAN MINIATO. Una palazzina su tre piani, resede, due terreni, un capannone industriale, un altro appezzamenti di terreno, una casa colonica su due livelli fuori terra, un altro capannone industriale, due palazzine uffici con relativi resede e cabina Enel e due terreni. Lotto unico, signori e signori, in vendita alla modica cifra di 25 milioni e 676.800 euro. Si tratta di gran parte degli immobili e dei terreni presenti all’Interporto di San Donato a San Miniato, appartenenti a una società fallita.
Tra gli elementi che compongono quest’asta giudiziaria non ci sono, ovviamente, i capannoni occupati, compreso quello del liceo Marconi, tornato alla ribalta delle cronache di recente per la chiusura della struttura e il balletto tra istituzioni, scuola e società proprietaria degli ex uffici della Cassa di risparmio di San Miniato in via Trento a La Scala, dove gli studenti dovrebbero trasferirsi.
L’asta da più di 25 milioni, invece, vede il terzo tentativo di vendita di gran parte delle strutture che caratterizzano l’Interporto sanminiatese mai nato e che, in origine, doveva servire alle numerose aziende del Comprensorio del cuoio come vero e proprio scalo ferroviario per le merci in arrivo e in partenza. Finora, immobili e terreni inseriti nell’asta giudiziaria, la cui scadenza è fissata per le 12 del 18 gennaio, erano state messe in vendita in lotti separati. Tentativi che mai avevano suscitato l’interesse di eventuali compratori. Questa volta, invece, il lotto è unico.
Una scelta che incuriosisce, ma che non viene spiegata dal curatore fallimentare, il fiorentino Gino Mazzi, che si limita a dire che si è trattato di «una decisione presa dagli organi della procedura». Poco ne sanno anche al Comune di San Miniato, dove il sindaco Vittorio Gabbanini dice: «Siamo stati informati dell’asta, ma è una comunicazione formale e dovuta per legge. Non ci sono state fornite ulteriori spiegazioni». Neppure l’assessore ai lavori pubblici, Marzia Fattori, conosce in maniera più approfondita il motivo di questa vendita di immobili e terreni come lotto unico ma, ammette che «se dovesse giungere a buon fine questa vendita sarebbe soddisfatti. Almeno avremmo un unico interlocutore per i problemi di quell’area».
Se si tratterà dell’ennesimo tentativo di “dar via” capannoni e appezzamenti di terreno di una zona degradata e senza un chiaro futuro o se dietro a questo passaggio esistono già presupposti per un acquisto-choc lo sapremo solo all’inizio del prossimo anno.
Andreas Quirici
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