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Imprese, preoccupa il tasso di crescita

Imprese, preoccupa il tasso di crescita

I dati del trimestre estivo della Camera di Commercio: saldo di poco attivo tra aperture e chiusure

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PISA. Nel trimestre estivo, il numero di aziende della provincia di Pisa ha continuato ad aumentare, ma ad un ritmo decisamente più lento rispetto agli anni precedenti.

Il tasso di crescita dell’anno delle imprese registrate è pari al +0,2% e pone la provincia di Pisa al di sotto della media toscana (+0,7%) e di quella nazionale (+0,8%) e al quinto posto tra le province toscane.

Alla fine di settembre, quindi, il numero di aziende iscritte al Registro Imprese tocca a Pisa quota 43.942 (53.192 unità prendendo in considerazione anche le unità locali, vale a dire negozi, magazzini e uffici), continuando a porre la provincia al secondo posto, dopo Firenze, tra quelle toscane con il più alto numero di imprese ed unità locali.

A sostenere la debole crescita troviamo soprattutto le imprese legate al turismo ma anche agricoltura e, dopo molti trimestri, anche il manifatturiero. Male, invece, l'andamento delle costruzioni e del commercio al dettaglio.

Questi, in sintesi i risultati dell'ufficio studi della Camera di Commercio di Pisa sulla consistenza e dinamica delle imprese al 30 settembre.

Il saldo iscritte-cessate, pur positivo per 101 unità, si trova ampiamente al di sotto dei livelli raggiunti negli anni precedenti: 3 volte inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche le iscrizioni di nuove imprese rallentano (466 del terzo trimestre 2016 contro 549 del terzo 2015), così come le cancellazioni (376 contro 464). I tassi di natalità e mortalità tornano ad avvicinarsi: positiva contrazione della mortalità e contrazione della natalità nel terzo trimestre 2016.

I settori più dinamici sono quelli legati al turismo: ristorazione (+78 locali rispetto a settembre 2015, +5%) e alloggi (+18, +4,2%). L’agricoltura mette a segno un incremento dell'1,7%: 60 aziende in più rispetto al 2015. Ancora diminuzione le costruzioni, (-25 imprese, -0,4%). Il manifatturiero torna in positivo (+18 imprese), grazie alla concia (+12 unità, +1,2%). In calo le calzature (-9 aziende) e le lavorazioni dei metalli (-2), mentre i mobilifici e le imprese della meccanica restano stabili. Fra i servizi, saldo negativo per il commercio al dettaglio (-108). Società di capitale in espansione (+2,8%) con le Srl ad aumentare (+2,9%), mentre le Spa calano dello -0,7%. Calano le società di persone (-0,7%) e le ditte individuali (-148 unità). L'area pisana, con 210 nuove aperture ed un saldo di +74 è la più dinamica. Un piccolo sostegno alla crescita viene anche dalla Valdicecina con un saldo di +31 aziende.

«La forte diminuzione delle iscrizioni al registro imprese - afferma il presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini - segnala la persistere incertezza».

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