Il Tirreno

Pontedera

Ennesimo stop ai lavori della cassa di espansione

Ennesimo stop ai lavori della cassa di espansione

Era stata progettata nel 2009 per ridurre i rischi di alluvione in più paesi del Cascinese. Per fare nuovi saggi archeologici serve un nuovo bando

2 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Ci sono situazioni che i cittadini non riescono a comprendere. Una di queste è quella della cassa di espansione di San Casciano. I primi scavi archeologici non sono stati ritenuti sufficienti dalla Soprintendenza. E l’azienda che li aveva realizzati non ha lasciato il cantiere in maniera tale da dare la possibilità al Comune di continuare gli scavi. Anzi, i sondaggi aperti sono stati chiusi. Dopo il distretto socio sanitario di San Prospero c’è un’altra opera pubblica che procede tra un rinvio e l’altro. Il cantiere promesso più volte dalla vecchia amministrazione comunale per dare il via ai lavori della cassa di espansione a San Casciano è storia vecchia.

Con un atto della Giunta comunale del 10 novembre 2009, e quindi con convenzione firmata il 17 maggio 2010, il Comune di Cascina ed il Consorzio di Bonifica Fiumi e Fossi hanno convenuto sulla necessità di programmare e realizzare interventi di sistemazione idraulica complessiva per ridurre il rischio idraulico nel territorio del Comune di Cascina, in accordo con la Provincia di Pisa. Tra gli interventi prioritari, vengono indicati quelli relativi al fosso della Mariana di Schippisi, per la messa in sicurezza di zone del centro abitato altrimenti suscettibili di allagamento. La giunta comunale nel novembre 2009 ha approvato il progetto definitivo relativo a "Interventi di sistemazione idraulica nel bacino di Fossa Chiara nel Comune di Cascina", consistente nell'adeguamento idraulico della sezione del fosso Della Mariana Schippisi e di alcuni tratti di fossati paralleli alla via Di Mezzo Nord.

Ma ancora per la cassa di espansione non siamo allo start definitivo. Sembra che la nuova giunta avesse trovato un sistema per aggirare lo stop imposto dalla Soprintendenza «Gli scavi di approfondimento richiesti dalla Soprintendenza – spiega il vicesindaco Michele Parrini – dovranno essere rimessi a bando poiché l'impresa che si era aggiudicata il primo bando ha ritenuto di non farli, non li considera una prosecuzione dell'appalto originale». Per non facilitare la vita a chi arriverà da ora in poi, l’impresa è andata a chiudere le trincee che erano state fatte per gli accertamenti. «Dobbiamo rimettere a bando l’intervento e si riscaverà anche dove si è già scavato».

Si tratta di un progetto della giunta di Moreno Franceschini, si risale a parecchio tempo fa. I lavori sono iniziati il 12 giugno scorso, quando ormai la giunta di Alessio Antonelli era quasi al capolinea e sono terminati per San Ranieri, cioè pochi giorni dopo. «Purtroppo scavando sono affiorati alcuni reperti. Anche se sono di scarso rilievo la Soprintendenza è costretta a chiedere l'approfondimento». Nuovi scavi cioè. «Il bando verrà pubblicato a breve, mi auguro il prossimo mese. «I soldi li abbiamo perché con il ribasso dell'appalto originario che era del 50% ci dovremo rientrare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa