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Sanità, otto comuni e una zona distretto ma con polemica

Sanità, otto comuni e una zona distretto ma con polemica

Alta Valdicecina e Alta Valdera chiedono autonomia alla Regione Ma sul documento c’è frizione tra Volterra e Pomarance

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VOLTERRA. Alta Valdicecina e Alta Valdera insieme per chiedere alla Regione di diventare una singola zona distretto. O, comunque, di potersi organizzare per ottenere servizi specifici per il territorio. Magari ricevendo denaro per pagare le trasferte di medici specialistici nelle case salute delle due aree. È questo il progetto a cui Volterra, Pomarance, Castelnuovo Valdicecina, Montecatini Valdicecina, Peccioli, Chianni, Lajatico e Terricciola stanno lavorando da tempo. Otto comuni tenuti insieme da un territorio simile e da una popolazione con le stesse caratteristiche che stanno predisponendo un documento da presentare a Regione e Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), la cui firma ha creato un caso politico.

In una nota del Comune di Volterra, infatti, si dice che il documento è firmato dalle otto amministrazioni comunali. Pomarance, però, smentisce che l’accordo sia stato sottoscritto. «Dopo mesi di lavoro e analisi dei possibili scenari – spiega il sindaco Marco Buselli – abbiamo pensato di dare il nostro contributo che parte da una lettura attenta dei territori e delle loro caratteristiche. Aspetti che ne fanno un contesto omogeneo su cui operare e su cui garantire un adeguato livello di programmazione». Il consigliere comunale del Comune di Pomarance, con delega alla sanità, Loriano Fidanzi, però, precisa: «In linea di principio vale il concetto di omogeneità dei territori. Ma non sappiamo ancora se tutto questo si tradurrà in una zona distretto tra gli otto Comuni o se saremo comunque inglobati, mantenendo però l’autonomia per quanto riguarda alcuni aspetti, come per le visite specialistiche nelle nostre case salute da sostenere con 100mila euro l’anno per le trasferte dei medici. Le firme sul documento non ci sono ancora, perché devono essere fatti passaggi importanti tra i vari soggetti istituzionali coinvolti».

La riforma sanitaria della Toscana, infatti, prevede il passaggio dalle attuali 34 zone distretto a 27 per ridurre i costi. Farne una sola per Alta Valdicecina e Alta Valdera significherebbe realizzarne 28. E questo può rappresentare uno scoglio proprio dal punto di vista di sostenibilità economica per la Regione.

Di sicuro la discussione è in atto. Ma non è certo come andrà a finire. E se l’inizio è rappresentato da una diatriba tra Volterra e Pomarance, le premesse per arrivare a una conclusione positiva per i bisogni dei cittadini non sembrano essere delle migliori.

Andreas Quirici

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