Il dolore
Marconcini si giustifica ma il Cda vuole i documenti
Il presidente di Geofor si dice pronto a pagare se ci fossero altre richieste da parte della società dei rifiuti. Presto sarà convocata un’assemblea dei soci
PONTEDERA. In che modo Geofor Spa fattura al suo presidente del consiglio d’amministrazione, Paolo Marconcini, ex sindaco di Pontedera (Pd), le spese per l’uso promiscuo dell’auto aziendale? Al momento la domanda resta senza risposte. E il comunicato stampa che il Cda dell’azienda ha diffuso nel pomeriggio di ieri non aiuta a capire cosa sta succedendo all’interno dell’azienda pubblica che si occupa della raccolta dei rifiuti in provincia di Pisa. Tuttavia si intuisce dal tono imbarazzato che serve un approfondimento ulteriore. E che le somme versate potrebbe non essere sufficienti.
«I vertici di Geofor Spa si sono riuniti per acquisire informazioni e spiegazioni in merito a quanto apparso sulla stampa in questi giorni», comincia la nota. Il riferimento è alla storia dell’auto blu di Geofor che è stata multata, l’estate di un anno fa, quando il presidente Marconcini si è recato sulla Costiera Amalfitana per andare al matrimonio di uno dei figli. Il presidente ha spiegato di avere pagato la multa e di avere versato all’azienda gli importi a lui fatturati per l’uso promiscuo dell’Audi blu. Queste poi sono anche le dichiarazioni che Marconcini ha inviato ai sindaci che gli avevano chiesto spiegazioni, cadendo dalle nuvole quando avevano saputo che la squadra mobile della questura di Pisa era stata negli uffici di Geofor perché indaga sulla multa presa dal presidente nella zona di Salerno.
«Nell'incontro i vertici dell’azienda hanno ascoltato – si legge nel sintetico comunicato – quanto riferito dal presidente, preso cognizione dei fatti e di ciò che lo stesso ha prodotto. Il presidente ha ribadito la volontà di integrare quanto dovesse risultare necessario, oltre a quanto già corrisposto alla società». Se si parla quindi di una disponibilità ad integrare vuol dire che probabilmente non tutto è definito in maniera esaustiva. Dalla busta paga pubblicata dal presidente stesso sul sito dell’azienda non c’è alcuna traccia di decurtazioni per l’uso promiscuo della vettura aziendale. «Sulla base di quanto emerso, è stato pertanto deciso di svolgere ulteriori approfondimenti interni e acquisizioni documentali, in modo da poter assumere a breve le determinazioni del caso, anche tramite un confronto con il socio unico RetiAmbiente Spa», concludono i vertici di Geofor.
Cosa possa significare quell’assumere le “determinazioni del caso” non si sa. L’azienda potrebbe chiedere a Marconcini di pagare per l’uso personale che ha fatto dell’auto aziendale, oppure potrebbe anche chiedere all’amministratore di fare un passo indietro. La decisione ultima comunque spetta al socio unico RetiAmbiente e quindi prossimamente dovrà essere convocata un’assemblea dei soci. Intanto, i sindaci aspettano di vedere i documenti che il Cda metterà insieme. «Abbiamo chiesto chiarimenti – dice il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi – aspettiamo di vedere cosa emerge».
Se le opposizioni scalpitano e chiedono le dimissioni del presidente, la questione non appare prioritaria all’interno del Pd. «Non conosco ancora tutta la storia – dice il segretario provinciale Pd, Alessio Lari, sindaco di Buti – avrei dovuto parlarne con Millozzi, ci siamo incontrati ma poi non abbiamo affrontato l’argomento». Eppure i contribuenti si stanno chiedendo se alla fine ci sarà un po’ di trasparenza nella “gestione” dell’auto aziendale. Una cosa è certa: Marconcini ha spesso usato l’auto blu - soprattutto da quando la vecchia Panda lo ha abbandonato - anche quando non era in “servizio”. A nessuno dei sindaci è mai venuto in mente di chiedergli se quel benefit era autorizzato o meno.
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