Lutto
Distretto socio sanitario, contenzioso da 800mila euro
Va avanti l’iter per arrivare all’apertura della struttura. Il collaudo è stato consegnato al Comune alla fine di settembre ma non è stato sottoscritto dall’impresa che ha realizzato i lavori
CASCINA. C’è un contenzioso in corso, per circa 800mila euro, tra l’impresa che ha avuto in appalto i lavori di costruzione del distretto socio sanitario di San Prospero, dove sarà trasferito il vecchio distretto di Navacchio, e il Comune di Cascina. Se l’iter per arrivare a costruire il nuovo presidio è stato tortuoso anche la fase della consegna dei lavori e dei collaudi finali non è stata meno complessa a quanto risulta dagli atti che sono stati messi a disposizione dei nuovi amministratori comunali.
Il Comune spiega che il collaudo del distretto è terminato alla fine di settembre (era stato avviato nel gennaio 2015) anche se non è stato sottoscritto dall’azienda che ha realizzato i lavori in quanto ha presentato una serie di osservazioni in sede di collaudo stesso e ha inoltrato la richiesta di ulteriori pagamenti per una somma piuttosto consistente, circa 800mila euro, su cui l’ufficio legale e tecnico del Comune dovrà fare le sue valutazioni. Il collaudo ha ricevuto un iniziale ritardo per il fallimento della società a cui era stato assegnato (fallita nel settembre 2014).
Ricostruire tutti i passaggi ha richiesto il suo tempo, spiegano gli amministratori. Si parla di progetto del 2008 per lavori da 2milioni e 800mila euro circa, che sono stati assegnati con il 29,70% di ribasso e sono stati consegnati a febbraio 2010. Il cantiere era stato fermato dalla prefettura nel luglio 2010 e l’azienda aveva ripreso a lavorare a gennaio 2011 dopo una sentenza del Tar, Tribunale amministrativo regionale, della Toscana che aveva accolto il ricorso presentato dall’impresa. In sostanza, tra una difficoltà e l’altra, i lavori sono terminati con circa due mesi di ritardo rispetto al calendario rivisto dalle proroghe, nell’aprile 2014 e l’edificio alla fine è costato circa 2milioni di euro, considerate le modifiche che sono state apportate in corso d’opera. L’impresa costruttrice, a quanto risulta, ha intrapreso un fitto scambio epistolare con gli uffici comunali. Ed è riuscita a farsi riconoscere circa 6mila e 500 euro di interessi in quanto il Comune ha pagato con 300 giorni di ritardo il quinto stato di avanzamento dei lavori. Casi come questo ce ne saranno altri. Il dirigente della macrostruttura economico finanziaria non ha pagato in quanto l'amministrazione comunale gli aveva messo come vincolo quello di garantire il rispetto del patto di stabilità e aveva autorizzato il dirigente stesso a porre in essere ogni azione utile a favorire questo obiettivo e quindi anche non pagare nei tempi previsti le fatture. Esattamente come era capitato con l’impresa che ha realizzato il quarto lotto del Polo scientifico e tecnologico di Navacchio.
Gli uffici comunali e l’assessore comunale ai lavori pubblici e urbanistica, Gino Logli stanno valutando come affrontare il contenzioso visto che poi l’immobile dovrà essere ceduto all’Asl. E quindi potrà essere inaugurato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
