Gioco
Terreni allagati dal fiume Cecina Polemica sui lavori
Agricoltori contro Provincia per l’opera promessa e mai fatta «Argine troppo basso, da un anno aspettiamo un intervento»
POMARANCE. «Basta poco al fiume Cecina per allagare i nostri campi. Siamo davvero stufi». La voce è quella di Maurizio Fedeli, titolare di un'azienda agricola in località podere San Giovanni, a due passi dal ponte di ferro che permette l'attraversamento del corso d'acqua. Una voce che rappresenta tanti piccoli imprenditori anche di altri paesi, come Ponteginori e Saline di Volterra, che hanno aziende lungo il fiume. Gli stessi che protestarono pesantemente nel 2009 e nel 2014 per via dei gravi danni subiti per l'ondata di maltempo che aveva portato allo straripamento del Cecina. «Il Consorzio di bonifica ha fatto lavori - riprende Fedeli - che, però, non sono serviti a niente».
L'ultimo episodio è avvenuto un paio di settimane fa. «La pioggia è stata insistente - dice ancora l'imprenditore - ma non tale da poter fare danni. Per fortuna si è allagata solo una parte di un terreno seminato ad agrifoglio che, ovviamente, è rovinato. Ma quello che fa paura è che è bastato davvero poco per far uscire il fiume. Cosa accadrà quando il maltempo sarà più violento? Purtroppo, già lo sappiamo, perché i pochi lavori fatti per il contenimento delle acque non sono serviti a nulla. Il Cecina è pieno di alberi e detriti che lo rendono pericoloso. In alcuni punti l'argine è alto ma in altri, come nel punto vicino ai miei terreni, è troppo basso e permette al fiume di uscire».
Riflessione amara, quella di Fedeli, ma che combacia con le proteste ricevute dal Comune di Pomarance, a cui sono giunte numerose segnalazioni di allagamenti in aziende della zona. Più o meno le stesse che subirono gravi danni nel 2014. Due anni fa segnalarono che il problema durava almeno da un decennio. E non solo a Pomarance, ma anche nelle località vicine, tutte affacciate sul fiume Cecina. Come nel caso di Giovanni Masut e della sua azienda agricola di Ponteginori: «Non ne possiamo più. Ogni volta che piove un po’ più del normale ci ritroviamo con l'acqua nei campi. L'anno scorso avevo parlato con i tecnici della Provincia che mi avevano assicurato interventi nella primavera del 2016. Ma siamo quasi alla fine dell'anno e ancora non si è visto nessuno. Qui va rifatto l'argine, perché dal 2005 a oggi si ripete questa storia senza che venga alzato un dito per risolvere la situazione. Ho provato a costruire una barriera di contenimento per proteggere il nostro magazzino, ma è stato inutile. Fra poco arriverà la vera brutta stagione e noi siamo abbandonati a noi stessi».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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