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Pontedera

«Studenti di undici anni lasciati a piedi»: l’esposto

«Studenti di undici anni lasciati a piedi»: l’esposto

Una mamma chiama anche la polizia. E il presidente della Ctt conferma i disagi: «Non ci sono bus a sufficienza per organizzare tutte le corse»

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PONTEDERA. Una famiglia paga un servizio per fare in modo che il figlio arrivi a scuola con il trasporto pubblico. E se lo ritrova parcheggiato, senza alcun controllo, in una piazza se lo studente è solo un ragazzino. È quanto è successo a Pontedera, l’altro giorno, ed è stato denunciato dalla madre di uno studente di 11 anni. L'autista del bus Pontedera-Santa Maria a Monte, corsa delle 13,05, ha fatto scendere i bambini saliti alla fermata stazione (frequentano scuola media Pacinotti) allo stadio di Pontedera. L’autobus probabilmente era troppo affollato e l’autista non se l’è sentita di rischiare.

«Il conducente deve avere scelto di non partire perché, evidentemente, non riteneva ci fossero le condizioni di sicurezza necessarie, così come l’azienda chiede di fare. Ma non si capisce perché abbia fatto scendere tutti i ragazzi», conferma il presidente di Ctt, Andrea Zavanella. Il caso non è passato inosservato e dopo le proteste di Cascina, Capannoli e Palaia, anche i genitori di Santa Maria a Monte si sono fatti sentire.

La madre del ragazzino di 11 anni ha presentato un esposto alla Ctt nord, mentre altri genitori hanno contattato il numero verde della Regione Toscana relativo a disagi sul servizio pubblico. Alla fine, dopo che l’autista ha fatto scendere tutti, sono arrivati i genitori e hanno recuperato i figli. Tutti hanno un abbonamento pagato in tasca ma di fatto sono rimasti a piedi. La donna si è rivolta anche al 113. «Mi chiedo: e se a questi bambini fosse accaduto qualcosa nel parcheggio dello stadio di Pontedera? Se non avessero avuto la possibilità di contattarci? Questo si chiama servizio pubblico?». Il trasporto pubblico, negli orari di inizio e fine scuola, è al collasso. Praticamente situazioni come quella avvenuta l’altro giorno, con ragazzi che restano a piedi alla fermata del bus, sono una costante in tutta la provincia.

«Si assiste a un’inversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto negli ultimi anni - spiega Zavanella - abbiamo un numero maggiore di utenti e invece abbiamo mantenuto lo stesso numero di corse. Non riescono a salire tutti. Ma questo non dipende dall’azienda ma dalla Provincia. Noi abbiamo segnalato da tempo tutte queste situazioni alla Provincia, abbiamo avuto un incontro con i sindaci su questi temi».

Tutto giusto. Ma nel frattempo gli studenti (e non solo loro) viaggiano sui bus stivati come sardine, quando non restano a piedi, come è successo pochi giorni fa anche a una studentessa di San Benedetto a Settimo.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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