Italia
Da anni è in difficoltà economiche ma Equitalia gli chiede oltre 871.000 euro - Video
A farne le spese è un ex artigiano del settore pelle: «Non ho versato quote dell’Iva, ma un debito così...»
Appena ha aperto la busta è tornato indietro, risalendo le scale del Comune dove era stato un attimo prima. La vista e la testa sono andati in panne, faticando a mettere in ordine quelle cifre stampate nero su bianco sotto il proprio nome. «Ho visto un 8, poi un 7 - racconta - Mi sono detto: com'è possibile? Devo al fisco 87mila euro?». Niente affatto. Altro che 87mila! Quando il responsabile dell'ufficio casa del Comune ha posato gli occhi su quei fogli è scoppiato a ridere: «Caro Mario, Equitalia ti chiede di pagare solo 870mila euro. Se porti un milione di fanno anche il resto». Per l'esattezza 871.948,69 euro.
A tanto ammonta l'avviso che Equitalia ha recapitato pochi giorni fa a Mario Savarese, nullatenente, residente a Santa Croce, titolare tra il 2001 e 2002 di una piccola impresa artigiana, che da anni vive in una situazione di indigenza, seguito dai servizi sociali e dall'ufficio casa del Comune. È qui che Savarese si è recato mercoledì mattina, dopo aver ricevuto l'avviso di Equitalia che lo informava di una cartella a suo carico da ritirare in municipio. «In tutti questi anni - assicura - non avevo mai ricevuto nessun avviso».
VIDEO Dal Comune: "Ecco il perché di questa cifra"
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I debiti contestati, tuttavia, sono relativi al periodo compreso fra il 1998 e il 2006: dentro ci sono multe non pagate, quote di iscrizione alla Camera di Commercio non versate, ma soprattutto c'è una cartella del 2005 che da sola 865mila euro. Dentro troviamo debiti relativi a imposte regionali, Irpef e mancati versamenti dell'Iva. Niente, comunque, che da solo basti a raggiungere una tale cifra astronomica, prodotta soprattutto da penali, interessi di mora e sanzioni pecuniarie che da sole valgono oltre 300mila euro. Nei fogli stampati da Equitalia ci sono le cartelle con tutti i dettagli, concluse alla fine dal bollettino postale con la cifra complessiva del debito da saldare.
«La invitiamo ad effettuare il pagamento entro 5 giorni dalla notifica di questo avviso», recita l'intimazione di Equitalia. Il tutto per una persona che fatica ad avere qualche decina di euro in tasca per fare la spesa. Savarese, infatti, vive in una stanza senza cucina e con un bagno in comune all'interno di un immobile di via Santa Cristiana, nel centro storico di Santa Croce. Da due anni è costretto a vivere anche senza corrente elettrica, da quando gli è stata staccata la fornitura. «Quando ho avuto la ditta - racconta - sapevo di non aver versato alcune quote dell'Iva, ma non ricordavo proprio di avere tutti questi debiti».
Una situazione incredibile che ovviamente lascia aperti tanti dubbi, come sottolinea anche Alberto Cioni, responsabile dell'ufficio casa del Comune di Santa Croce al quale Savarese è corso a chiedere spiegazioni. «In primis il fatto di non aver mai ricevuto nessun altro avviso di pagamento - dice Cioni - e poi di aver accumulato un debito sproporzionato per chiunque, a maggior ragione per una persona al limite di indigenza come lui. Senza contare, poi, che l'ultima notifica si riferisce al 2006, quindi siamo comunque al di là dei 10 anni oltre i quali i debiti dovrebbero essere prescritti. Ho l'impressione che questa notifica sia un po' il prodotto di quanto sta per accadere a Equitalia: dovendo chiudere i battenti magari stanno svuotando qualche cassetto».
Quel che è certo è che nel debito di Savarese c'è la fotografia del sistema Equitalia. «Basta un esempio - riprende Cioni -: nel 1998 si era beccato una multa di 42 euro dai nostri vigili urbani, adesso la cifra è salita a 223. È colpa del meccanismo Equitalia, dove a fronte di un importo anche minimo si arriva ad una maggiorazione del 4-500%, dovuta al sommarsi di penali e interessi di mora». Debiti che ovviamente Savarese non salderà, in attesa di capire cosa succederà adesso con l'annunciata "rottamazione" delle cartelle di Equitalia.
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