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Fatture ignorate: chiesti 62mila euro

Fatture ignorate: chiesti 62mila euro

Consiglio comunale infuocato sul decreto ingiuntivo rimasto nel cassetto quasi un anno. Critiche alla giunta precedente

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CASCINA. La politica mette in campo comunicati stampa, post su Facebook, interventi in consiglio comunale ma poi a pagare sono i cittadini. Di fatto il consiglio comunale di ieri a Cascina, al di là delle solite polemiche tra amministrazione guidata da una sindaca leghista e l’opposizione, è servito ad approvare una variazione di bilancio per inserire un debito fuori bilancio di circa 62mila euro.

La cifra è stata richiesta per la prima volta al Comune di Cascina con un decreto ingiuntivo di pagamento promosso dall’azienda Grillini costruzioni nel novembre 2015, quando ancora amministrava il Pd con il sindaco, Alessio Antonelli. Si chiedevano 44mila euro, circa oltre agli interessi, per il mancato tempestivo pagamento di una serie di fatture per opere che l’azienda aveva realizzato per il terzo lotto del Polo scientifico e tecnologico di Navacchio. Il Comune all’epoca aveva la possibilità di proporre opposizione entro 40 giorni dalla notifica dell’atto giudiziario che in mancanza di questo passo sarebbe diventato definitivo.

Da quel momento però il Comune ha perso tempo e non ha pagato. Ed è agli atti che il dirigente della macrostruttura economico finanziaria non ha pagato in quanto l’amministrazione comunale gli aveva messo come vincolo quello di garantire il rispetto del patto di stabilità e aveva autorizzato il dirigente stesso a porre in essere ogni azione utile a favorire questo obiettivo e quindi anche non pagare nei tempi previsti le fatture.

Gli uffici comunali hanno ricostruito tutta la vicenda evidenziando tutta una serie di passaggi complessi che ci sono stati nei rapporti tra il Comune e l’azienda con ritardi dovuti anche a questioni di carattere tecnico, a lavori non eseguiti nei tempi o per problemi legati al rilascio del Durc da parte di chi aveva eseguito alcuni lavori. In ogni caso il Comune deve pagare, il decreto ingiuntivo è diventato esecutivo dal dicembre 2015 e ora l’amministrazione ha dovuto proporre al consiglio la questione per inserire il debito nel bilancio per una somma che nel frattempo, tra interessi e spese, è salita a 62mila euro.

Il riconoscimento di un debito fuori bilancio (un prelievo dal fondo di riserva) è stato votato all’unanimità. Sono stati chiesti approfondimenti per accertare se ci sono responsabilità nel ritardo dei pagamenti.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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