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Pontedera

da larderello all’abruzzo

Inchiesta su un traffico di rifiuti

Inchiesta su un traffico di rifiuti

La discarica della ex Scl nelle carte dell’operazione “Panta rei”

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LARDERELLO. C’è anche la discarica Bulera a Larderellonell’inchiesta denominata “Panta rei”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila, e condotta dal comando regionale del Corpo forestale in Abruzzo che ha portato all’arresto di quattro persone, mentre altre cinque persone sono state indagate.

Il Centro di bonifica centro di Chieti è stato posto sotto sequestro e affidato a un amministratore giudiziario, a causa del gran numero di attività illecite che, com’è stato accertato, si svolgevano all'interno. Tra le ipotesi di reato è stata contestata la «organizzazione finalizzata al traffico illecito di rifiuti». Tra gli illeciti scoperti, lo sversamento di liquami nel fiume Pescara fino a tre volte in più dei livelli consentiti, lo smaltimento di fanghi in impianti a Fermo e Ferrara e la ricezione di rifiuti liquidi da Bulera in violazione alle autorizzazioni.

Gli arrestati sono il presidente del Consorzio di bonifica centro con sede a Chieti, Roberto Roberti, il responsabile tecnico dell'impianto, Tommaso Valerio, il capo settore Ecologia e ambiente dell'impianto, Andrea De Luca, e l'amministratore di un laboratorio di analisi, Stefano Storto.

Nelle carte dell’inchiesta, la discarica pomarancina, gestita dalla Larderello Spa (la ex Società chimica Larderello, la Scl) viene citata per il trasporto di percolato. Circostanza a cui gli inquirenti hanno associato un’intercettazione: «Dalla Toscana viene fino a qua a portare quella roba perché nessuno la vuole, con l'arsenico a 50».

Il presidente della Larderello Spa, Attilio Pellero, spiega di non essere a conoscenza dell’inchiesta abruzzese. «Non ne so assolutamente niente. A noi non hanno notificato nessun provvedimento, ma cercheremo di saperne di più Quel che è certo è che il percolato che produciamo lo smaltiamo internamente nel nostro impianto. E quello in eccedenza lo inviamo a centri autorizzato per il trattamento dei liquidi in questione. Non abbiamo, nella maniera più assoluta, rapporti con strutture non autorizzate per questo genere di attività. Ben vengano, comunque, queste indagini da parte delle forze dell’ordine, perché servono a mantenere alta l’attenzione su un elemento fondamentale come il rispetto per l’ambiente».

La Società chimica Larderello ha annunciato di recente un piano da 20 milioni di investimenti da qui al 2020, una crescita di addetti pari a 30 unità ed un incremento del fatturato annuo dagli attuali 39 a 60 milioni di euro. Entro il 2016 dovrebbero essere messi a punto i dettagli burocratici dell’operazione, mentre l’anno prossimo si dovrebbe partire con l’attuazione di questo piano di sviluppo. Un progetto che è oggetto di un protocollo d’intesa con la Regione Toscana e che si basa anche sull’ampliamento della discarica di Buriano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web