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Scoperta una maxi discarica abusiva

Scoperta una maxi discarica abusiva

Castelnuovo: operazione di polizia e carabinieri che ha permesso il sequestro di beni per un valore di 500mila euro

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CASTELNUOVO VALDICECINA. Polizia e carabinieri hanno scoperto in Alta Valdicecina una discarica abusiva, indicata come tra le più grandi che sono state venute alla luce nell'ultimo decennio in Toscana, estesa per circa un ettaro di terreno, realizzata da un'azienda locale che vende oggetti usati e che in passato ha avuto collaborazioni anche con importanti associazioni di volontariato. L'operazione è stata condotta congiuntamente dal commissariato di Volterra e dai militari del Nucleo operativo ambientale di Firenze, ed è andata avanti per alcune settimane.

Nei magazzini dell’azienda finita sotto inchiesta, che è di proprietà di Idilio Masi, suddivisi in sette distinte unità tra Castelnuovo Valdicecina, Pomarance e Radicondoli, sono stati trovati uniformi e numerosi contrassegni e cartelli stradali già in uso alle forze di polizia, messi in vendita senza essere stati privati degli elementi identificativi.

Nella discarica abusiva, invece, c’erano «ingenti quantità di rifiuti speciali, anche pericolosi: estintori, gruppi elettrogeni, rottami ferrosi, vernici, cisterne, pneumatici, ex veicoli di vigili del fuoco, marina ed esercito, abbandonati sul terreno con conseguente pericolo di contaminazione e rischio di inquinamento ambientale», stando a quanto è stato spiegato dalla polizia.

Gli accertamenti della polizia stradale e dei carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro hanno invece individuato sei lavoratori irregolari in totale carenza assicurativa e previdenziale elevando sanzioni per 11mila euro e ordinando la sospensione dell'attività dell'azienda.

«L’attività investigativa e ispettiva – aggiunge il dottor Paolo Pizzimenti, dirigente del commissariato di Volterra – ha permesso di sequestrare terreni e beni per un valore di circa 500mila euro. Il titolare dell'azienda è attualmente accusato di gestione illecita e deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non, e per avere realizzato una discarica non autorizzata, ma sono in corso accertamenti per verificare se si possano configurare responsabilità per i delitti di inquinamento o danno ambientale».

Il 4 e 5 ottobre le indagini hanno avuto una fase conclusiva con i sequestri eseguiti con il supporto di un elicottero del reparto volo Polizia di Stato di Firenze, che ha effettuato dettagliate riprese fotografiche dall'alto e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Pisa, hanno svolto un servizio congiunto, finalizzato ad accertare le presunte irregolarità amministrative e penali, presso uffici e terreni di una ditta esercitante il commercio di oggetti usati.

L’azienda messa in piedi da Masi ritira oggetti della prima guerra mondiale, barche della polizia, camion militari, camicie di forza, giradischi e vecchie macchine, alcune delle quali sono finite pure nel film Totò Truffa. Tutto è stivato nei piazzali di "Soluzione", una delle tre aziende italiane che nel passato ha recuperato beni dismessi dallo Stato per conto della Croce Rossa. È uno scrigno di tesori al contrario l'impresa a gestione familiare di Idilio Masi. «Lavoriamo con la Cri dal 1985 – ci aveva raccontato il titolare in un intervista del 2011 - la mole di materiali che recuperiamo li mettiamo in vendita e i proventi vanno in parte a noi e in parte alla Croce Rossa, come da contratto». Ora si scopre che tutto questo non aveva nemmeno le autorizzazioni di prevenzione incendi e aveva una licenza per un negozio di 50metri quadrati. Come tutto questo sia stato possibile lo chiariranno le indagini che ancora sono in cantiere.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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