La protesta
Rapina una coppia e assalta un locale
Raid a Pisa e Cascina, poi i carabinieri lo bloccano a Treggiaia
PONTEDERA. In meno di un’ora ha rapinato una coppia nel parcheggio della Metro a Ospedaletto di Pisa e seminato il terrore all’interno di una yogurteria a Cascina, lungo la Tosco Romagnola, dove ha minacciato con un coltello il titolare e i clienti. Ma è stato proprio il telefono cellulare che aveva strappato dalle mani di uno dei clienti, Marco Banchellini, di Calcinaia, a condurre i carabinieri sulle tracce del rapinatore, Alexandru Both, 28 anni, romeno di origine e che vive in provincia di Pisa ormai da anni anche se di fatto è senza fissa dimora. Una vecchia conoscenza delle forze di polizia: quando ancora risiedeva nel comune di Santa Maria a Monte, era finito nei guai più volte anche per le rapine ai danni di uffici postali. L’altra notte, dopo avere compiuto le rapine armato di coltello, si è dato alla fuga con l’auto, una Peugeot, rubata a Sara Lazzara, di Pisa, ed è arrivato fino a Pontedera, all’altezza del Romito. Qui è rimasto senza carburante e così è stato costretto a fermarsi. Ha raggiunto a piedi il bosco di Treggiaia, dove probabilmente ha ceduto a uno spacciatore, ai cosiddetti ragazzi del bosco che vivono nella macchia, il cellulare rapinato ad uno dei clienti della yogurteria. Anche se il telefono è stato localizzato sulla collina, i carabinieri sono arrivati a bloccare il romeno, riconosciuto anche come l’autore della rapina avvenuta al “Sì Caffè”, in via Roma, a Pontedera, nei giorni scorsi.
I primi a trovarsi faccia a faccia con Both sono stati i due giovani nel parcheggio della Metro, poco prima delle 23, dell’altra sera. Lazzara era insieme ad un amico quando davanti a loro si è presentato il rapinatore armato di un grosso coltello. Voleva i soldi, li ha minacciati. «Non ci fare del male», ha cercato di calmarlo la donna atterrita dalle minacce e poi rimasta a piedi. Il malvivente li ha fatti scendere dall’auto, ha preso le chiavi e il portafoglio del giovane con 100 euro. Poi ha tagliato una maglia per trasformarla in una sorta di passamontagna. E si è preparato a fare irruzione nel locale di Cascina, situato lungo una strada di passaggio e con alcuni clienti ancora all’interno anche se era quasi mezzanotte.
Appena entrato, ha minacciato il titolare. Voleva i soldi della cassa. Ma ha preso solo un fondocassa di circa 100 euro. «Dammi i soldi o ti ammazzo», non è andato tanto per il sottile con le richieste, quel rapinatore che aveva già usato lo stesso copione a Pontedera, sicuramente in un’occasione, rapinando una barista e due clienti. Quindi si è rivolto ai clienti della yogurteria, uno dei quali si è trovato con la lama del coltello a pochi centimetri dal volto. «Non è stato un bel momento, era agitato», hanno poi raccontato ancora sotto choc ai carabinieri, intervenuti da Navacchio e da Pontedera con la pattuglia della Radiomobile. Prima di andarsene ha quindi preteso che gli consegnassero due portafogli e due cellulari. Era molto agitato, tanto da fare temere qualsiasi reazione. E quando i carabinieri lo hanno bloccato, lungo la via Vecchia di Treggiaia a Pontedera, dove stava andando da alcuni connazionali, gli hanno sequestrato quasi tutta la refurtiva. E le chiavi del Fiat Doblò utilizzato per la rapina al “Sì Caffè” e che aveva rubato a Pontedera. E chissà che quest’uomo, alto quasi un metro e 90, non sia lo stesso messo in fuga dalla parrucchiera di via De Gasperi l’8 ottobre.
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