Gioco
Unione, per 20 lavoratori il futuro diventa incerto
La Rsu convoca i dipendenti ora che si fa strada l’ipotesi di nuove secessioni Ponsacco lascia da gennaio. A Capannoli la maggioranza sprona la sindaca
PONTEDERA. Sindacati e dipendenti preoccupati per il futuro occupazionale di 20 impiegati in forza all’Unione dei Comune di Valdera il cui posto di lavoro potrebbe essere a rischio - potrebbero essere in esubero - nel caso che il progetto-Unione dovesse naufragare. Si tratta di personale che è stato assunto nel corso degli anni direttamente dall’Unione e che potrebbe restare senza una collocazione in caso di scissione di altri Comuni. La questione, già emersa nei mesi scorsi, si ripropone con una certa urgenza ora che Ponsacco ha chiuso l’iter per dire addio all’Unione a partire da gennaio 2017. E a Capannoli è in atto un aspro confronto tra la maggioranza comunale e la sindaca, Arianna Cecchini. Per questo nei giorni scorsi la Rsu aziendale ha incontrato i dipendenti dell’ente pubblico per fare il punto della situazione e ribadire che al momento, nonostante le rassicurazioni dei politici, non tutto è così chiaro.
Del resto l’uscita dall’Unione Valdera di Peccioli, Chianni, Lajatico e Terricciola, come in precedenza quella di Crespina e di Santa Maria a Monte, non è stata solo un affare di carattere politico. Ha avuto ripercussioni anche all’interno della pianta organica con la ridefinizione di alcune funzioni. I dipendenti di questi quattro Comuni, che in precedenza erano passati all’Unione, sono tornati al “mittente”, cioè alle stesse amministrazioni comunali d’origine. Sulla quota assunta direttamente dell’Unione e che “spettava” ai Comuni fuoriusciti, si era aperta una discussione con una trattativa che poi è stata conclusa a livello politico. L’Unione, infatti, aveva deliberato che in caso di chiusura dell’ente ogni Comune avrebbe dovuto assorbire in quota parte il personale che era stato assunto direttamente dall’Unione stessa. Ma poi non tutti i consigli comunali hanno deliberato questa decisione che peraltro il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, aveva criticato fin dall’inizio spiegando i rischi che avrebbero comportato le assunzioni dirette da parte dell’ente sovracomunale. Lo stesso passaggio, cioè la trattativa per trasferire i dipendenti di cui l’Unione non ha bisogno ogni volta che perde funzioni e territori, dovrà avvenire con Ponsacco che però avrebbe fatto sapere di non avere le risorse economiche necessarie per fare fronte ai trasferimenti.
E così i sindacati di categoria e quelli di base stanno cercando di capire cosa potrebbe accadere a breve, sollecitano e chiedono interventi, come spiega Miro Berretta, Funzione pubblica della Cgil. Il timore che si possano creare 20 esuberi ora che l’Unione vacilla è concreto e di questo i lavoratori sono stati informati. Quello che maggiormente spaventa i sindacati è la mancanza di chiarezza da parte degli amministratori. Da una parte c’è chi vuole tenere in piedi questa struttura a tutti i costi - con il sostegno di una parte del Pd e di alcuni sindaci - e dall’altra c’è chi la considera un’esperienza che non ha dato i risultati sperati. E la decisione dell’Unione di salvaguardare i 20 dipendenti assunti direttamente rischia di essere un’arma spuntata se i Comuni non possono sostenere le spese del personale in più. Ecco perché ancora di più ci sono gli occhi puntati su Capannoli a che se su questa partita la maggioranza consiliare, decisa a chiudere con l’Unione, l’ha sta mettendo in serie difficoltà.
Sabrina Chiellini
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