La protesta
IL PASTICCIO DELLA SALA CONSILIARE
Con uno degli ultimi provvedimenti della giunta di Cascina si chiede aiuto al personale amministrativo per perpetrare un errore normativo di notevoli dimensioni. Stiamo parlando della modifica del...
Con uno degli ultimi provvedimenti della giunta di Cascina si chiede aiuto al personale amministrativo per perpetrare un errore normativo di notevoli dimensioni. Stiamo parlando della modifica del disciplinare per l'uso della sala consiliare da parte di terzi. L'attuale regolamento prevede che la sala sia concessa per la celebrazione dei matrimoni a prescindere da chi sia il celebrante. Ora viene il bello: la giunta chiede alla macrostruttura affari generali di predisporre una bozza di delibera che modifichi il disciplinare nel senso di accordare l'uso della sala solo nel caso in cui il rito sia celebrato dai consiglieri e dagli assessori attualmente in carica e su delega del sindaco. È mai possibile che sia sfuggito che tale modifica è contro un dpr che non prevede alcuna restrizione per la concessione delle deleghe da parte del sindaco? Non ci sarà mica dietro un disegno politico preciso: a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina! Non è che la sindaca voglia delegare solo chi le pare? Per esempio: solo i consiglieri o gli assessori fedeli alla sua linea di non celebrare le unioni civili? Non può essere! Non un atteggiamento discriminatorio da colei che si è proclamata sindaca di tutti! Perché è vero che il potere di delega è discrezionale, ma non arbitrario: di fronte a richieste legittime, non contrarie alle leggi, all'ordine pubblico, al buon costume e chi più ne ha più ne metta, il sindaco non può rifiutarsi di concedere la delega.
Cascini@mo
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