Il Tirreno

Pontedera

«Nostro padre è morto all’ospedale, diteci perché»

di Sabrina Chiellini
«Nostro padre è morto all’ospedale, diteci perché»

Il pensionato di 61 anni aveva avuto un incidente con lo scooter in superstrada La famiglia ha presentato un esposto, domani sarà effettuata l’autopsia

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PONSACCO. «Mio padre è morto dopo quello che sembrava un banale incidente, la cui dinamica non è stata chiarita. Noi ora vogliamo sapere il perché». È disperato il figlio di Luigi Napolano, 61 anni, originario di Napoli e residente a Ponsacco, morto all’ospedale di Livorno il primo di ottobre, a distanza di alcuni giorni da un incidente in cui era rimasto coinvolto il 15 settembre, lungo la superstrada Firenze.Pisa.Livorno. Napolano era alla guida dello scooter di proprietà del genero quando è caduto, prima dell’uscita di Vicarello in direzione di Livorno. L’uomo venne trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Livorno in codice rosso e qui ricoverato nel reparto di Sub intesiva fino al 20 settembre. Anche se aveva ematomi alla testa, fratture alla mandibola e a una spalla.

La ricostruzione della dinamica dell’incidente non ha aiutato a capire cosa era successo quel giorno lungo la superstrada. In ogni caso lo scooterista aveva riportato alcuni traumi ma non erano state cercate neppure le cause di un eventuale malore in seguito al quale Napolano potrebbe essere caduto sull’asfalto. «Il 20 settembre scorso mio padre è stato trasferito in medicina in quanto i medici ritenevano che fosse fuori pericolo. Qui è rimasto fino al primo ottobre quando è morto. E noi ora chiediamo di sapere se qualcuno ha sbagliato a fare la diagnosi». Il 27 settembre scorso Napolano è stato sottoposto a una Tac, stando a quanto riferiscono i parenti che dopo la morte hanno presentato una denuncia, che aveva dato risultati incoraggianti. «Dicevano che i risultati della Tac erano buoni, che mio padre migliorava di giorno in giorno e che dovevamo stare tranquilli. Anzi, ci avevano prospettato la possibilità di trasferirlo all’ospedale di Pontedera così da facilitarci nell’assistenza in quanto mia sorella abita a Pontedera», racconta il figlio.

Poi il drammatico epilogo e la salma che è stata trasferita a medicina legale per l’autopsia. «Anche i medici dell’ospedale - spiegano i familiari della vittima - non sanno dire quale sia stata la causa della morte. Stava bene, sostenevano e poi, invece, mio padre è morto senza un apparente motivo. Chiediamo giustizia, chiediamo che la magistratura accerti se ci sono state responsabilità mediche e se è stato fatto tutto il possibile per salvargli la vita».

L’impressione dei parenti, ma solo l’inchiesta potrà dire se ha un fondamento, è che i medici si siano concentrati sui traumi conseguenti alla caduta senza andare a capire se quell’incidente lungo la superstrada era stato causato da un improvviso malore le cui cause sono rimaste oscure e che potrebbero avere portato alla morte.

«Quando mi hanno detto che mio padre era morto sono impazzito dal dolore - racconta il figlio della vittima - ho avuto una reazione che nemmeno io potevo immaginare. Noi eravamo tranquilli dopo l’incidente, pensavamo che sarebbe tornato a casa da un momento all’altro. Invece è morto».

Dopo la denuncia querela che è stata presentata alla polizia di Livorno la salma è stata trasferita a medicina legale in attesa di conoscere le decisioni della Procura della Repubblica e del magistrato al quale è stato affidato il caso.

«È stato subito tutto molto strano - racconta il figlio di Sefano Napolano - anche dopo l’incidente non è che siano stati fatti molti accertamenti per capire se qualcuno aveva tagliato la strada a mio padre. E rimasto tutto così, nel vago. Forse non hanno capito che la situazione era più grave di quello che poteva sembrare. E poi vogliamo sapere come mai ci è stato detto che erano pronti per trasferirlo a Pontedera quando la situazione è poi precipitata».

Ieri ai familiari è stato comunicato che l’autopsia si svolgerà domani pomeriggio. Il tempo di notificare anche eventuali avvisi di garanzia al personale sanitario indagato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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