Gioco
Bus strapieni e gli studenti diretti a Pontedera restano a piedi
Una mamma: "Paghiamo un abbonamento, il servizio per i ragazzi dev’essere garantito"
PONTEDERA. Anno scolastico nuovo, problemi vecchi. I pullman sono pieni, passano davanti alla fermata ma non aprono le porte e proseguono la corsa, perché non hanno posto per caricare i ragazzi. Succede sempre più spesso e in zone diverse. Dalla Valdera al Valdarno: sia al primo mattino, che all'orario di uscita da scuola. I ragazzi arrivano in classe in ritardo, oppure telefonano ai genitori per farsi accompagnare. E proprio una mamma, ieri mattina, si è rivolta alla nostra redazione, disperata.
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Il caso. Palma Gallotti abita nella periferia di Ponsacco, al confine con Capannoli. Ha una figlia di 17 anni e ieri ha dovuto fare i conti coi "capricci" del trasporto pubblico. «Ho accompagnato mia figlia alla fermata dell'autobus - racconta la donna - ma dopo alcune decine di minuti lei mi ha chiamato dicendomi che era rimasta a piedi. Di quattro pullman non se ne è fermato neppure uno, erano tutti pieni». Palma carica la figlia in macchina e la lascia a scuola, prima di rivolgersi all’ufficio di Ctt Nord di via Sacco e Vanzetti, a Pontedera. «L’operatore allo sportello mi ha confermato le numerose criticità dell'azienda - dice ancora Palma Gallotti - in particolare la mancanza di mezzi e di personale. E mi ha confermato che molti genitori dell'Alta Valdera hanno telefonato per protestare per vari disservizi simili a quello di cui è stata protagonista mia figlia». Salire sull'autobus per gli studenti, da parecchio tempo, è diventata un'impresa: «Noi però il servizio lo paghiamo - conclude Gallotti - per un abbonamento mensile da Ponsacco a Pontedera ci vogliono circa 30 euro».
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La verifica. Nel dicembre scorso, uno studente di Ponsacco è finito sotto le ruote di un pullman che si stava fermando per far salire i ragazzi dopo l'uscita da scuola, nel piazzale dello stadio. La caccia al posto a sedere, a suon di spintoni, è costata cara all'adolescente, che si è ritrovato nel caos ed è caduto: ha lottato tra la vita e la morte per mesi. Ora è a casa, ma porta ancora addosso i segni di quella tremenda mattinata. L'episodio aveva scatenato le reazioni del mondo politico e non solo della provincia, con le istituzioni determinate a garantire maggiore sicurezza ai giovani passeggeri. Parole che, stando a quanto ci hanno raccontato i ragazzi, sono svanite nel nulla. Motivo per cui lo studente oggi lancia un appello "a fare attenzione, a evitare di correre rischi inutili per un posto a sedere". «Siamo quasi sempre in piedi, a volte non veniamo neppure caricati perché non c’è spazio, i problemi ci sono ancora», racconta Luca, studente che abita in un paese poco distante da Pontedera. Ma il problema riguarda anche il Valdarno, come racconta un gruppo di ragazzi di San Romano: «A piedi non siamo mai rimasti, ma viaggiamo alzati, senza spazio per muoverci». La caccia al posto a sedere non esiste più grazie ai dipendenti di Ctt Nord, che ogni giorno controllano la salita e la discesa degli studenti alla fermata dello stadio; ma far viaggiare quasi cento ragazzi ammassati in un pullman è comunque un pericolo notevole.
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Il presidente di Ctt Nord. «Siamo pronti a potenziare le corse, ma per farlo abbiamo bisogno della richiesta della Provincia, che a sua volta deve poter contare sul pagamento del servizio aggiuntivo da parte dei Comuni interessati», spiega Riccardo Zavanella, presidente della Ctt Nord. Il procedimento è semplice: la segnalazione degli utenti viene inoltrata dal personale Ctt Nord alla Provincia, che contatta il Comune interessato ed espone le lamentele. A questo punto, se c'è necessità di aggiungere una corsa, è il Comune che deve pagarla (circa 50mila euro per ogni servizio supplementare). «Lo scorso anno abbiamo fatto delle indagini ed è emerso che i pullman da Ponsacco e zone limitrofe sono spesso pieni, ma senza criticità rilevanti. I ragazzi - conclude Zavanella - a volte non utilizzano il servizio nel migliore dei modi, come chi per andare a Ponsacco non prende l'autobus diretto, ma i pullman per l'Alta Valdera, togliendo posti a ragazzi che invece non hanno alternative per arrivare a casa».
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