La protesta
Unione dei Comuni, scontro tra maggioranza e sindaca
CAPANNOLI. Quello che è successo l’altro pomeriggio a Capannoli, dove il consiglio comunale è saltato per mancanza del numero legale, potrebbe essere un chiaro segnale (lanciato dai renziani ma non...
CAPANNOLI. Quello che è successo l’altro pomeriggio a Capannoli, dove il consiglio comunale è saltato per mancanza del numero legale, potrebbe essere un chiaro segnale (lanciato dai renziani ma non solo) alla sindaca Arianna Cecchini. Motivo del contendere? L’Unione dei Comuni della Valdera. La maggioranza di centrosinistra su questo argomento è in netto contrasto con la sindaca che però, almeno finora, è andata per la sua strada, convinta a restare ancorata all’Unione e alla visione che Pontedera ha di questa struttura. Molti dei suoi, anche tra i cosiddetti fedelissimi, che l’altro giorno non sono entrati nella sala del consiglio quando hanno capito che non c’era il numero legale, rimproverano alla sindaca di essersi allineata a decisioni che prima di lei erano state tracciate dal predecessore, Filippo Fatticcioni, ora capo di gabinetto del sindaco di Pontedera, Simone Millozzi.
Come sempre succede anche nelle migliori famiglie, tutti sanno quello che sta succedendo tra i banchi della maggioranza. E si fanno i nomi dei principali avversari della sindaca che peraltro ha sposato posizioni diverse dalla capogruppo del consiglio comunale, Anna Ferretti. L’opposizione, sapendo dei problemi della maggioranza, non si è presentata al consiglio comunale e il “pacco” è stato confezionato così come era nelle intenzioni di chi vuole che Capannoli lasci l’Unione ritenendola poco vantaggiosa per un comune piccolo come quello guidato da Cecchini alla sua prima legislatura da sindaca.
Il consiglio è saltato, ma gli argomenti all’ordine del giorno, compreso quello relativo alla gestione della segreteria insieme a Palaia, sono stati rinviati alla prossima convocazione, tra qualche giorno.
L’uscita di Peccioli, Chianni, Terricciola e Lajatico dall’Unione, intenzionati a ripercorrere l’esperienza consolidata del Parco dell’Alta Valdera, ha convinto molti consiglieri Pd e di altri partiti della maggioranza che c’è qualcosa da rivedere, a cominciare dai conti. Così la sindaca, che ieri non siamo riusciti a contattare, rischia di trovarsi isolata. Nel frattempo Ponsacco sta alla finestra, a gennaio lascerà l’Unione anche se l’atto di divorzio è già stato firmato. Intanto si guarda intorno e, se capita, strizza l’occhio ai quattro Comuni dell’Alta Valdera.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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