La protesta
Sciopero dell’indotto senza operai Piaggio
Rsu spaccata: solo l’Usb alla manifestazione di Montecalvoli
PONTEDERA. Quello di domani davanti alle Officine Ristori rischia di essere lo sciopero dei metalmeccanici dell’indotto Piaggio senza i lavoratori della Piaggio. Un’astensione dal lavoro di quattro ore, proclamata da Fiom Cgil e Uim Uil per lanciare l’allarme sul rischio di perdita di posti di lavoro e impoverimento produttivo e chiedere maggiore impegno per la Valdera alla casa della Vespa senza che nella fabbrica di Pontedera ci sia unità d’intenti.
Protesta poco organica. La Rsu di Piaggio, infatti, si è mossa in maniera molto frammentata. Ognuno è andato per conto proprio. La Fim Cisl non ha aderito allo sciopero dell’indotto e non ha ne proclamati neppure tra gli operai di Piaggio. Quelli dell’Usb hanno ne hanno annunciato uno di quattro ore e, con molta probabilità, si uniranno alla manifestazione di Montecalvoli. La Fiom farà un’ora di sciopero con annessa assemblea interna. La Uilm, infine, farà due ore di sciopero. Una disgregazione figlia delle divisioni interne e delle prese di posizione rispetto alle problematiche dell’indotto, ma soprattutto ai sistemi per risolvere le varie situazioni. La fotografia di tutto questo è a uno degli ingressi della fabbrica, con quattro grandi manifesti, uno a fianco all’altro, in cui le altrettante sigle annunciavano le decisioni prese rispetto allo sciopero.
L’attacco della Fim. Uno di questi cartelloni, quello della Fim, ha un sapore di accusa bella e buona nei confronti di Uilm e Fiom. Si parla di Ristori e, dopo aver espresso solidarierà ai lavoratori («Unita alla speranza di contenere il numero degli esuberi, unico traguardo che sembra al momento raggiungibile»), ri ricapitola la vicenda. Dal concordato del 31 ottobre 2014, all’accordo fatto dai sindacati un anno fa con l’azienda del piano di risanamento. «Nell’ultimo anno nessun confronto è stato messo in piedi per scongiurare gli esuberi e per concordare una strategia - si legge nel manifesto - Nessuno ha pensato a rendere più competitiva l’azienda per consolidare il rapporto con i clienti tradizionali e trovarne di nuovi. Nessun percorso formativo del personale. Nessuno ha coinvolto le istituzioni, se non a frittata fatta. Invitiamo Fiom e Uilm ad abbandonare interessi di bottega. È ora di assumersi le responsabilità delle scelte».
Gli operai delle coop. Alla manifestazione di Montecalvoli ci sarà una folta rappresentanza dei lavoratori del settore servizi che operano all’interno delle cooperative per Piaggio. Un indotto nell’indotto. Ma anche in questo caso ci saranno solo Filcams Cgil e UilTucs Toscana Costa. Non ci sarà nessuno della Cisl a dimostrazione che la spaccatura è ormai anche al di fuori della sfera metalmeccanica o della Piaggio. La richiesta alle istituzioni locali e alla Regione fatta dai dipendenti delle cooperative, che solo per quanto riguarda gli iscritti della Cgil legati a Piaggio sono circa 300, è di «un intervento complessivo per fermare il declino della Valdera e salvaguardare anche le centinaia di lavoratrici e lavoratori degli appalti dell’indotto Piaggio che rischiano di perdere tutto o parte del loro reddito o di dover accettare peggiori condizioni di lavoro a causa di affidamenti al ribasso dei loro servizi da parte delle committenze».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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