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Officine Ristori: il futuro rimane pieno d’incognite
MONTECALVOLI. La trattativa è riaperta. Ma l’esito è tutto fuorché scontato. Di voci e ipotesi in queste ore davanti alle Officine Ristori, storica azienda dell’indotto Piaggio che ha dichiarato 63...
MONTECALVOLI. La trattativa è riaperta. Ma l’esito è tutto fuorché scontato. Di voci e ipotesi in queste ore davanti alle Officine Ristori, storica azienda dell’indotto Piaggio che ha dichiarato 63 esuberi, ce ne sono molte. Dall’attivazione del contratto di solidarietà, alla possibilità di ridurre al minimo i licenziamenti, passando per un abbassamento del costo del personale sul fronte dei salari aggiuntivi e da un intervento diretto dell’Unione industriale pisana per favorire il superamento degli ostacoli legati ai bilanci dell’azienda vincolati dal concordato in continuità.
Di questo si è già parlato a lungo al telefono tra sindacati, istituzioni, proprietà e Confindustria. E si continuerà a farlo anche nell’incontro che i rappresentanti dei lavoratori avranno domani in Regione e martedì all’Unione industriale, giorno in cui scadrà l’accordo di due anni fa sottoscritto da tutti i soggetti coinvolti. Da mercoledì, infatti, sarebbero dovuti scattare i licenziamenti che, al momento, sono congelati. Ma è come camminare su un filo sospeso senza rete a parare eventuali cadute. In questo momento non ci sono certezze se non la necessità di trovare una quadra col coinvolgimento di tutte le parti in causa.
L’azienda prima di tutti, chiamata ad abbassare il numero degli esuberi di almeno dieci unità (soluzione che, nei vari incontri, è stata ventilata dalla stessa dirigenza). I sindacati, in secondo luogo, che avranno l’ingrato compito di convincere i lavoratori a rinunciare a una parte dello stipendio. Le istituzioni, poi, a cui spetterà di trovare un equilibrio tra le strade da intraprendere e le normative vigenti, cercando anche di sottoporre nella maniera migliore la questione al Governo.
E poi c’è l’Unione industriale, entrata nella vertenza con un ruolo molto importante nei confronti delle Officine Ristori. Tra la ditta e l’ente di rappresentanza si è parlato anche della partecipazione di Piaggio in tutta questa vicenda. Ed è proprio alla fabbrica della Vespa che i sindacati chiedono uno sforzo per garantire il più possibile i livelli occupazionali. Tradotto: se Piaggio continuerà a sostenere Ristori, come ha fatto in maniera piuttosto ingente negli ultimi due anni, il risultato di questa trattativa potrà essere positivo.
Intanto le notizie provenienti dal presidio alla Ristori parlano di un camion con prodotti realizzati per Piaggio uscito anche ieri, dopo che l’altro giorno sono stati fatti entrare quindici operai e un altro mezzo pesante per forniture destinate alla fabbrica della Vespa. In attesa che dai vari incontri in programma arrivino notizie confortanti. (a.q.)
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