Il Tirreno

Pontedera

Un biglietto per ringraziare chi l’aiutava

Un biglietto per ringraziare chi l’aiutava

Il giovane non si faceva avvicinare, ma aveva lasciato un messaggio alla donna che gli portava da mangiare

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RIVALTO. «Grazie». Ornella Galoppini, la cittadina che ha attivato i soccorsi dopo avere udito i lamenti del 25enne ormai agonizzante, non è riuscita a sentire la voce di Mattia Palma prima della sua morte. Fino all’altro giorno la donna sapeva che nel residence abbandonato si era stabilito un giovane senza fissa dimora. Lei aveva anche tentato di avvicinarlo, non ci era riuscita. Avrebbe voluto chiedergli se aveva bisogno di aiuto. Ma poi Ornella, come può fare una madre, era andata nel residence e gli aveva lasciato, chiusi in un sacchetto, alcuni alimenti, una forchetta e un coltello. Mattia si era nascosto in quell’occasione. Ma quando la donna era tornata a vedere se aveva preso il cibo, il sacchetto non c’era più.

Sembra di vederla mentre sorride a mano a mano che ricorda quel momento. E la donna si commuove pensando a cosa era successo subito dopo: al posto del sacchetto aveva trovato un biglietto di ringraziamento. Una sola parola - grazie - scritta con una penna su un pezzo di cartone. Ecco che oggi la morte di Mattia fa ancora più male. Un incidente. Un malore improvviso che ha fatto cadere il giovane da una finestra. Nessuno in paese vuol credere ad altre ipotesi, all’aggressione, al gesto di uno squilibrato.

Il ragazzo non dava fastidio. Una vita trasparente, invisibile ai più anche se poi, dopo la sua morte, in tanti si sono ricordati di averlo visto negli ultimi quindici giorni mentre raccoglieva le more o passeggiava con lo sguardo dimesso lungo le strade del piccolo paese, nel verde delle colline con i colori d’autunno.

«L’ho visto per la prima volta una settimana fa – racconta Ornella Galoppini – era di pomeriggio, aveva una coppola in testa e un giacchetto. Si è acquattato quando mi ha visto, l’ho perso con lo sguardo quando ormai era dentro al residence. Ho chiamato i carabinieri per segnalare che qualcuno era entrato di nuovo in quel luogo abbandonato». Ma la donna aveva capito che il ragazzo non era lì per portare via qualcosa. Non voleva farsi vedere. «Si era nascosto in modo strano...».

Il giorno dopo la donna, insieme ad una cugina, è tornata al residence e ha portato da mangiare a quel misterioso giovane che subito l’ha ringraziata nel modo più semplice. Quello che va dritto al cuore.

Anche domenica la donna ha fatto il possibile per non lasciare il giovane senza cibo.

«Qui a Rivalto c’è un premio di poesia – dice – sono andata dagli organizzatori, nelle cucine. Abbiamo messo insieme più alimenti, ho fatto un fagotto e glieli ho portati. Sapevo anche che i carabinieri erano stati a cercarlo e che non si era fatto trovare. Era chiaro che aveva bisogno di aiuto».

Insomma, i primi tentativi di aiutare quel giovane solo.

Ma l’altra sera l’epilogo di una triste storia. Non doveva finire così.

«Ero insieme all’ex sindaca, Francesca Mancini – racconta Ornella – stavamo passeggiando quando abbiamo sentito un rantolo, un lamento. Non abbiamo capito subito, ma certo non poteva trattarsi di un animale. Era quel ragazzo. Ho pensato a un malore. E poi non lo so, tanti erano i pensieri. Abbiamo chiamato i soccorritori. Non sono stata io però a dargli la prima assistenza, è venuto il personale del 118 e poi sono arrivati subito anche i carabinieri. Mi dispiace davvero che non ce l’abbia fatta».

Così Rivalto ha salutato quel silenzioso ospite entrato, anche senza volerlo, nei pensieri di tanti, addolorati dalla storia di una giovane vita spezzata in circostanze che ancora restano da chiarire.

Tante le domande dei familiari che al momento si sono chiusi nel loro dolore.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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