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CRESPINA. A Crespina è tempo di Fiera delle civette, una manifestazione storica se si pensa che, anche se non esiste una datazione certa, sembra che affondi le radici nel Medioevo. La fiera nasce...
CRESPINA. A Crespina è tempo di Fiera delle civette, una manifestazione storica se si pensa che, anche se non esiste una datazione certa, sembra che affondi le radici nel Medioevo.
La fiera nasce dall'antichissima usanza contadina di allevare e ammaestrare le civette per impiegarle nella caccia delle allodole. Il 29 settembre, ieri, coincide col giorno dedicato al patrono San Michele perché inizialmente le civette venivano vendute durante tali feste. Successivamente, per meglio dimostrare l'addestramento e l'integrità dell'animale, la fiera divenne una vera gara di civette ricca di spettacolarità.
In passato l'evento veniva festeggiato con maggiore solennità perché la caccia rappresentava un mezzo di sostentamento. I tempi sono cambiati, ma la sagra di Crespina ha resistito negli anni e anzi ha conferito una particolare identità al paese. Nel 1970 il Comune ha inaugurato un monumento in bronzo "alla civetta", opera dello scultore Angelo Biancini, e nel 1996 un Centro Allevamento Civette che, grazie alla riproduzione delle civette in cattività, ha permesso di riportare in piazza questa secolare tradizione
Il programma della manifestazione ha proposto la seconda edizione del campionato regionale degli uccelli da richiamo: gli allevatori si sono prima riuniti e poi esibiti con le loro civette che, legate per una zampa alle grucce, hanno dato prova della loro abilità di fronte a un'apposita giuria.
La cena con piatti tipici, e i festeggiamenti per tutta la serata con balli animati dall'Orchestra La Tuscania hanno concluso la festa.
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