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Lorenzi, il Comune vuol chiedere i danni

Lorenzi, il Comune vuol chiedere i danni

L’amministrazione di Cascina sta valutando se procedere in sede civile contro l’ex assessore condannato in primo grado

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CASCINA. La vicenda dell’ex assessore alla casa, Roberto Lorenzi, ferroviere in pensione, accusato di concussione, consumata e tentata, e violenza sessuale e uscito dal processo di primo grado, in tribunale a Pisa, con una sentenza di condanna, è stata una delle prime a fare vacillare la considerazione dei cittadini nei confronti dell’amministrazione comunale di centrosinistra. Tuttavia l’ente locale nel processo penale ha sempre mantenuto una posizione piuttosto neutra, preferendo attendere l’esito prima delle indagini e successivamente dei vari gradi di giudizio. Tant’è che la vecchia amministrazione comunale, quella del sindaco Pd Alessio Antonelli, non si era costituita parte civile al processo anche se - è evidente - che un certo modo di comportarsi dell’amministratore (riconosciuto per ora solo in primo grado) - può avere creato un danno all’ente stesso.

La nuova amministrazione comunale, targata Lega e centrodestra con un vicesindaco che è espressione di una lista civica, ha deciso di riconsiderare tutta la vicenda. Con una delibera di giunta del 30 agosto scorso gli amministratori hanno dato affidato l’incarico all’avvocatura comunale dell’ente (voluta dal sindaco sconfitto alle elezioni) di ottenere copia degli atti processuali di condanna di primo grado dell’assessore per valutare l’opportunità di promuovere “le azioni del caso in sede civile”. Tecnicamente infatti per il Comune non è ormai più possibile inserirsi in alcuni modo nel processo penale. Dalla decisione assunta all’unanimità dalla giunta sono trascorse poche settimane e ancora non si conosce quello che è l’esito del lavoro dell’avvocatura comunale rispetto a questa vicenda. È facile intuire comunque che la sindaca a i suoi collaboratori abbiano intenzione di rimarcare la netta distanza anche in termini di valutazioni politiche tra l’orientamento di Antonelli e quello attuale rispetto alla storia che ha travolto l’ex assessore (era espressione dei Comunisti italiani). Quest’ultimo, già finito al centro di molti rumors quando era sindaco Moreno Franceschini (Pd), si era sempre difeso dalle accuse dicendosi certo che avrebbe smontato il castello accusatorio. In primo grado però il lavoro della Procura ha trovato conferme anche al dibattimento e così c’è stata la condanna.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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