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Tagli in vista alla Carismi: cento esuberi

Tagli in vista alla Carismi: cento esuberi

Sale la preoccupazione dei sindacati, chiesto un confronto in Regione per parlare del futuro della banca sanminiatese

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SAN MINIATO. La cifra ovviamente è ancora tutta da valutare, anche se l'ordine di grandezza, al momento, parla di circa un centinaio di dipendenti a rischio. È questo il timore dei sindacati sul futuro della Cassa di Risparmio di San Miniato, in attesa di notizie certe sugli investitori pronti ad entrare nella Cassa Spa con un aumento di capitale. Un futuro che preoccupa, sia per gli aspetti occupazionali sia per le possibili ricadute sul tessuto economico del territorio, come sottolineato martedì, a Firenze, in un incontro sulla ristrutturazione del sistema del credito in Toscana. Ristrutturazione, secondo i sindacati, impostata prevalentemente proprio sui tagli.

È per questo che Fisac Cgil e First Cisl hanno richiesto un apposito tavolo in Regione proprio per affrontare la situazione di Carismi. Nel caso specifico dell'istituto sanminiatese, infatti, le indiscrezioni parlano da tempo di un centinaio di possibili esuberi (su un totale di oltre 600 dipendenti), anche se i sindacati preferiscono al momento evitare di sparare cifre «per non creare allarmismi».

Già da alcuni mesi, del resto, la Cassa di Risparmio, seguendo anche le indicazioni dell'Autorità di Vigilanza, aveva sottolineato la necessità di un piano industriale che porti gradualmente ad una riduzione degli sportelli, con un conseguente piano esodo per il personale. L'obiettivo dei sindacati è quello di non lasciare a piedi nessuno, puntando su un piano di accompagnamento alla pensione.

Ad ogni modo, molto dipenderà dal nuovo soggetto chiamato a ricapitalizzare la banca sanminiatese. Le ultime voci parlano di un fondo con sede in Inghilterra, Pve Capital, che sarebbe pronta a portare nelle casse di Carismi 140 milioni, di cui 20 da un pool di investitori privati. Una soluzione che sembra avere anche l'avvallo di Bankitalia, e alla quale i vertici di Carismi hanno dato priorità con una trattativa in esclusiva, mentre gli altri pretendenti avrebbero di conseguenza deciso di farsi da parte.
Il timore dei sindacati, però, è quello di assistere al ripetersi di scenari già noti, anche in Toscana: quelli di un nuovo soggetto con la testa altrove che finisce per rompere il legame con il territorio, investendo risorse altrove con possibili ricadute anche dal punto di vista del credito. Il panorama dovrebbe comunque definirsi nel giro di pochi giorni: alla metà di ottobre scade infatti la proroga concessa dalla Banca d'Italia per definire un accordo.
«Quella di Carismi è una situazione delicata e in continua evoluzione», dire Silvio Bonomo della First Cisl, precisando per il momento non voler entrare nei dettagli della situazione. «Posso comunque dire - aggiunge - che insieme a Fisac Cgil abbiamo richiesto un incontro in Regione, sulla base di un protocollo sottoscritto il 19 luglio che prevede l'apertura di tavoli tecnici su singole situazioni. Abbiamo deciso di attivare questo protocollo relativamente a Carismi».
 

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