Sicurezza
“Ciao Nino, Amleto indocile” Morto attore della Fortezza
Antonino Mammino ucciso da un malore. Era arrivato a Volterra 25 anni fa È stato uno storico collaboratore della Compagnia guidata da Armando Punzo
VOLTERRA. È morto Antonino Mammino (Nino, detto "Rospo" dagli amici). Era nato nel 1960 a Santa Maria di Licodia, ma viveva a Volterra da 25 anni, da quando era stato trasferito nel carcere per scontare una condanna per reati che aveva commesso a Milano (dove ora vivono i suoi due figli, Antony e Sharon e la ex moglie). Era malato da molto tempo ma a strapparlo ai suoi cari è stato un malore improvviso. Mammino faceva parte della Compagnia della Fortezza e come attore di teatro del carcere era molto conosciuto nella città etrusca.
Cinzia De Felice, della Compagnia della Fortezza, è stata tra i primi, ieri mattina, a ricordarlo su Facebook con un messaggio di cordoglio. «Antonino era entrato a far parte della Compagnia fin dal 1996. Durante la sua detenzione nel Carcere di Volterra, ha partecipato con importanti ruoli a tutti gli spettacoli, per alcuni dei quali era stato anche a ritirare insieme ad Armando Punzo, regista e fondatore della compagnia, premi prestigiosi come l'Ubu», spiega la Compagnia della Fortezza.
Negli ultimi anni della sua vita, uscito dal carcere, aveva continuato l'attività teatrale e non si era mai voluto allontanare da Volterra, città alla quale era molto legato.
«Uomo dai modi garbati e gentili e grande lavoratore, molto benvoluto dalla comunità volterrana, e da tutto il mondo teatrale, come dimostra l'ondata di affetto dimostrata da centinaia di persone, che sui social hanno lasciato commoventi testimonianze di affetto, si era fatto apprezzare anche per la sua partecipazione a tante iniziative sia all'interno del carcere, come le Cene Galeotte, sia nel mondo del lavoro esterno, che in quello del volontariato. Il suo sogno (in passato lo aveva raccontato anche al nostro giornale) era quello di veder riconosciuto il primo Teatro Stabile nel Carcere di Volterra, per poter rimanere a lavorare in maniera continuativa con la compagnia», spiegano ancora dalla Compagnia della Fortezza.
Proprio in queste ore, amici, scrittori e giornalisti che lo conoscevano per il suo percorso teatrale hanno scritto di lui: “Rospo, uno spirito pieno di vita ed energia cosmica, una voce che era già in sé un viaggio dentro l'anima.”
“ ...Eri il primo ad iniziare a lavorare, avere la parte più bella era il tuo obiettivo... Come in questo momento, e quello che sta avvenendo ora grazie a te, mostra quanto sei stato importante e quanto lavoro abbiamo fatto tutti insieme per trasformare questo luogo. Vivi ancora, ora, in noi”.
“Ciao Nino, Amleto indocile, uomo dal largo sorriso”.
Le eseque si terranno a Garbagnate Milanese, domani alle 10,30 nella Chiesa di Sant’Eusebio e Maccabei in via Gran Sasso 12 .©RIPRODUZIONE RISERVATA
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