Il Tirreno

Pontedera

Alle terme di Casciana

«Quanta rigidità con i disabili dove si fa riabilitazione»

CASCIANA TERME. La madre di Francesca, 18 anni, in sedia a rotelle per una sofferenza alla nascita, diplomata al liceo linguistico di Carrara, ci scrive una lettera per segnalarci le difficoltà...

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CASCIANA TERME. La madre di Francesca, 18 anni, in sedia a rotelle per una sofferenza alla nascita, diplomata al liceo linguistico di Carrara, ci scrive una lettera per segnalarci le difficoltà incontrate a Casciana Terme, alle terme.

«Arriviamo a Casciana io, Francesca, due amiche di Francesca e mia madre di 88 anni claudicante e anche lei con un'invalidità motoria e visiva. Alla biglietteria chiedo quanto dobbiamo pagare. La signora dà un'occhiata a Francesca e a mia madre e mi chiede se hanno un'invalidità certificata. Il rispondo di sì e lei mi chiede con che punteggio. Io faccio una battuta e rispondo, Lei - Francesca - ha il 150%, mia madre il 100%. La signora mi chiede se ho dietro il certificato di invalidità. Io non ce lo avevo dietro. Inizio un po’ ad agitarmi. Se lo avessi avuto loro - le invalide- non avrebbero pagato nulla, poca spesa forse, 13 euro a testa, ma ovviamente il punto non è mai solo economico. La signora allora mi dice che se il medico la visita e attesta l’invalidità possono entrare gratuitamente. Vado dal medico, in fondo al corridoio, con la mamma che già aveva percorso i lunghi corridoi per arrivare alla piscina scoperta. Il medico era impegnato». Una situazione complicata. «Ho aspettato 10 minuti e poi ho deciso che ero povera uguale con 26 euro in meno e decido di entrare e fare il biglietto». I disagi stavano per arrivare. «Arriva il momento di andare a fare la doccia, a fine pomeriggio con molte persone che a quell’ora uscivano. Lo spogliatoio era affollato allora penso di chiedere, perché prima della riorganizzazione degli spazi c’era una doccia per disabili, se questo ambiente è ancora disponibile. Mi informa sempre la signora alla biglietteria che tale ambiente non c’è più, ma che nel bagno c’è la doccia che può essere utilizzata. Accolgo l’informazione ed entro nell'unico bagno dello spogliatoi delle donne».

Nel bagno unico per abili e disabili, non sono presenti i maniglioni per l’aiuto «agli spostamenti ma soprattutto sotto la doccia non c’è né una sedia né i comuni seggiolini che quando non utilizzati vengono piegati contro il muro. Alla vasca si accede attraverso tre scalini che dall’ingresso alla vasca portano in acqua. Questi non sono evitabili, ma Francesca che può fare qualche passo fa i primi scalini in piedi reggendosi alla maniglia e poi si siede e va in acqua. Prima di arrivare a questo punto ci sono altre scale evitabili mediante una rampa esterna a cui si accede dalla sala relax. Sapete che dalla sala relax all'esterno c'è uno scalino. Ma cosa ci voleva a fare un accompagnamento per evitarlo dato che quello si fa con la sedia a rotelle?». Impossibile aggirare gli ostacoli, dunque.

«Trovare una così marcata rigidità amministrativa che obbliga a far vedere la carta a chi invalido lo è senza dubbio e una così scarsa attenzione alla disabilità da parte di una struttura che vive sulla riabilitazione e che ha fatto della disabilità in qualche modo il suo business, l’ho trovato vergognoso», dice Marzia Grassi.

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di Redazione web