Sicurezza
Ristori, oggi l’incontro decisivo
In attesa del confronto sindacati-azienda, gli operai montano le tende al presidio
PONTEDERA. Davanti ai cancelli delle Officine Ristori ci si prepara a ore di grande tensione. Anpas di Santa Maria a Monte ha montato ieri una tenda, di quelle usate dalla protezione civile per le calamità, in modo da fornire un riparo ai lavoratori che presidiano gli ingressi della fabbrica con l’obiettivo di non far né uscire, né entrare merci per la produzione. Lo stabilimento di Montecalvoli è fermo in attesa dell’incontro di oggi tra azienda e sindacati da cui dovrebbe scaturire un po’ di chiarezza sul futuro di una delle fabbriche storiche dell’indotto Piaggio.
Appuntamento alle 16 per sapere se cono confermati i 63 esuberi e l’origine di questa decisione così drastica (circa il 50% dei dipendenti) e se saranno aperte le porte a ulteriori ammortizzatori sociali, di cui i rappresentanti dei lavoratori hanno discusso nella riunione di venerdì in Regione con il consigliere per il lavoro del presidente Enrico Rossi, Gianfranco Simoncini, e i sindaci della Valdera.
Proprio Simoncini avrebbe dovuto chiamare l’azienda per convocarla a un confronto. Ma, secondo i sindacati, da Firenze non sono arrivate notizie in merito all’eventuale telefonata tra il rappresentante della Regione e delle Officine Ristori.
Si prosegue, quindi, come da programma della scorsa settimana con l’attesa per la riunione di oggi, mentre serpeggiano tra gli operai voci di una lista di chi rimarrà in fabbrica e di chi, invece, dal 5 ottobre sarà messo in mobilità con l’unica prospettiva di un licenziamento. Lunedì prossimo, infatti, scade la cassa integrazione straordinaria che ha permesso di non estromettere nessuno dallo stabilimento negli ultimi due anni. Un ammortizzatore sociale che aveva bisogno dell’indicazione di un numero potenziale di esuberi per consentire la ristrutturazione.
Ecco perché, quando l’azienda ha dichiarato i 63 esuberi, sindacalisti e lavoratori sono insorti: «Lo scenario peggiore possibile si è concretizzato. Ma vogliamo sapere il motivo». (a.q.)
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