Il Tirreno

Pontedera

La festa in tono soft divide «Ma non parliamo di flop»

La festa in tono soft divide «Ma non parliamo di flop»

Il vicesindaco Angela Pirri: «Non sono stati organizzati eventi per devolvere la maggior parte del budget alle popolazioni terremotate». Format sotto accusa

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PONTEDERA. Dalle riunioni coi commercianti, al programma delle iniziative in città. Il giorno dopo la festa del commercio, il vicesindaco Angela Pirri annuncia un cambio netto nell’organizzazione degli eventi. La manifestazione di venerdì sera non ha fatto registrare i numeri delle grandi occasioni, ma è comunque riuscita a portare centinaia di persone per le vie del centro, soprattutto in serata.

D’altronde, amministrazione e commercianti sapevano bene che impostare l'evento sul tema della solidarietà verso le zone del centro Italia colpite dal terremoto, avrebbe voluto dire sacrificare la parte spettacolare della festa, col rischio di veder calare le presenze. Negozianti e organizzatori, però, hanno scelto di proseguire spediti sulla strada della beneficenza, mettendo da parte il business. Decisione comprensibile e onorevole, che però ha causato una serie di polemiche tra i cittadini; in molti, soprattutto attraverso i social network, si sono detti delusi dall’esito della serata. Disappunto non condiviso da buona parte dei commercianti, soddisfatti non tanto per le vendite, ma per l'importante afflusso di persone in centro durante la serata. La festa del commercio, dunque, divide e fa discutere. Tanto da valutarne la cancellazione, come spiega il vicesindaco Angela Pirri. «Dispiace - dice - che ci siano commercianti e cittadini che storcono continuamente la bocca. La prossima settimana m’incontrerò con i vertici di Confcommercio e Confesercenti, per una programmazione delle prossime iniziative. Se una parte di negozianti non crede più nella festa del commercio, sono pronta a discuterne la cancellazione, o la fusione con la Notte bianca».

Pirri, poi fa un bilancio della serata di venerdì: «La festa non è andata bene, ma parlare di flop mi sembra esagerato. La pubblicità è stata ridotta al minimo e non sono stati organizzati eventi per devolvere la maggior parte del budget alle zone colpite dal terremoto. Sapevamo benissimo che sarebbe stata una festa del commercio diversa dalle altre, che comunque è riuscita a coinvolgere un buon numero di persone». Cambiamenti in vista, quindi, per quanto riguarda il calendario delle manifestazioni cittadine. E non solo. «Le riunioni con i commercianti che facciamo spesso nella sala conferenze in via Valtriani non sono mai partecipate come dovrebbero. Voglio capire il perché, direttamente dai commercianti. Dopodiché - conclude Pirri - sono disponibile a discutere con loro per trovare un altro modo di prendere decisioni condivise».

Tommaso Silvi

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