La protesta
Crisi alla Ristori, la Regione convocherà la proprietà
Sarà chiesto all’azienda di ritirare la messa in mobilità per 53 lavoratori Intanto proseguono lo sciopero a oltranza e il picchettaggio degli ingressi
PONTEDERA. L’indotto Piaggio rischia un grave colpo dal punto di vista occupazionale e la Regione si muove per provare a tamponare la situazione. L’azienda in questione è Officine Ristori, oggetto di un confronto tra il consigliere per il lavoro del presidente Enrico Rossi, i sindacati, e i sindaci di Pontedera, Bientina e Santa Maria a Monte. Una riunione da cui è emersa l’intenzione della Regione di convocare la proprietà nei prossimi giorni. Il problema nasce dalla scadenza del 5 ottobre in cui finirà la cassa integrazione straordinaria durata due anni e l’annuncio di 63 esuberi, attesi dal licenziamento.
Intanto i lavoratori della fabbrica di Montecalvoli si sono organizzati con un presidio permanente davanti ai cancelli, dopo aver proclamato lo sciopero a oltranza, per bloccare le merci e, di fatto, l’attività dello stabilimento. Un presidio che durerà anche di notte e durante il weekend, in attesa che l’azienda dia le dovute spiegazioni sulle decisioni prese in fatto di taglio al personale.
«Nel corso dell'incontro in Regione i lavoratori hanno fatto presente la loro contrarietà - si legge in una nota della Regione - Gianfranco Simoncini ha concordato sul fatto che il numero di esuberi che l'azienda propone è ingiustificabile. Nei due anni passati, cinque lavoratori sono usciti dall'azienda, e l'utilizzo della cassa integrazione è stato molto ridotto rispetto al numero di lavoratori che ora l'azienda vuole mettere in mobilità».
Operai e sindacati, ma anche le istituzioni, vogliono conoscere i dettagli di una decisione che prevede tagli essenzialmente nei reparti produttivi. «A conclusione dell'incontro, Gianfranco Simoncini ha annunciato che la Regione si muoverà subito per proporre un incontro alla società la settimana prossima - prosegue il comunicato - Incontro in cui chiederà all'azienda di soprassedere alla messa in mobilità, anche attraverso l'utilizzo di ammortizzatori sociali, anche per evitare ulteriori costi legati al mancato preavviso». La riunione servirà anche ad «aprire subito un confronto con le organizzazioni sindacali che possa affrontare il tema dell'eventuale esubero connesso ai carichi di lavoro. La Regione chiede che si apra un confronto vero, legato alle prospettive dell'azienda, invece di riproporre un numero di lavoratori da mettere in mobilità eccessivo e sovradimensionato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
