Sicurezza
Cassa di risparmio, in pole ora c’è il fondo Pve Capital
Previsto un aumento di capitale di 140 milioni per innalzare l’indice patrimoniale Il Cda della banca ha concesso un’esclusiva a trattare fino alla metà di ottobre
SAN MINIATO. C’è un nuovo pretendente nell’orizzonte della Cassa di risparmio di San Miniato. Si tratta del fondo Pve Capital, gestore di fondi alternativi, con sede in Inghilterra, ma fondato da un manager italiano, Gennaro Pucci (già Mps). Un nome che salta fuori quasi allo scadere del termine ultimo concesso da Bankitalia, ma che sembrerebbe aver conquistato da subito una corsia preferenziale da parte dell'istituto di credito sanminiatese, pronto a definire un accordo entro la metà del prossimo mese con l'avvallo della stessa Banca d'Italia.
Secondo le indiscrezioni, infatti, rese note in questi giorni dal "Messaggero", il Cda della Cassa presieduto da Alessandro Bandini avrebbe concesso a Pve Capital un periodo di trattativa in esclusiva per raggiungere l’accordo definitivo entro il 15 ottobre. Bankitalia, che inizialmente aveva posto un ultimatum al 30 di settembre per definire il futuro della banca di San Miniato, sembrerebbe adesso pronta a concedere un’ulteriore deroga. Sembrano invece defilarsi definitivamente gli altri due pretendenti: la società milanese Europa Investimenti e la cordata messa in piedi da EY (Ernest & Young). A lasciare campo libero a Pve Capital, infatti, sarebbe stato l’incontro tra la Vigilanza e i manager del gestore di fondi inglesi avvenuto lunedì, dopo che il 16 settembre Bankitalia aveva "raffreddato" l'iniziativa di EY sponsorizzata dalla Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato, primo azionista della Cassa Spa con il 54 per cento. Il piano di Pve prevederebbe un aumento di capitale di 140 milioni, ben al di sopra dei 65 deliberati ad aprile, in modo da portare l'indice patrimoniale al di sopra del 12 per cento. Di questi, circa una ventina di milioni dovrebbero arrivare da un pool di investitori privati che Pve intenderebbe reclutare. Alla fine l'assetto della banca risulterà di fatto completamente rivoluzionato.
La fondazione Carismi, oggi primo azionista della banca con il 54 per cento (di cui il 42 tramite la controllata Grifoni Spa), dovrebbe ridurre le proprie quote al 10, mentre Cattolica Assicurazioni passerebbe da 25 a meno del 5 per cento, così come gli altri privati. Per quanto riguarda la governance del futuro istituto, le indiscrezioni riportano i nomi di Silvano Piacentini, oggi direttore generale e dell'amministratore delegato Divo Gronchi, con quest'ultimo che potrebbe essere destinato alla carica di presidente.
Giacomo Pelfer
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